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Eur/Usd: dopo il rimbalzo in vista possibili nuovi ribassi

Complice l’indebolimento di alcuni dati macroeconomici statunitensi, con conseguente apertura a un possibile nuovo piano di allentamento monetario da parte della Fed targata Janet Yellen, l’euro nelle ultime settimane è stato protagonista di un interessante rimbalzo dai minimi registrati il 3 ottobre scorso a 1,25. Il movimento ha consentito alla divisa unica europea dapprima di violare al rialzo le resistenze dinamiche espresse dalla trendline discendente tracciata con i top del 18 agosto e del 4 settembre e successivamente di spingersi al test delle resistenze statiche poste in prossimità di area 1,2865. L’evoluzione delle quotazioni delle ultime giornate sembrano tuttavia far emergere l’inizio di una nuova fase di debolezza dell’euro nei confronti del dollaro americano. A spingere in questa direzione, oltre la già menzionata tenuta delle resistenze statiche di area 1,2865, contribuisce un ulteriore elemento: i corsi del cross hanno incrociato dall’alto verso il basso sul daily chart la media mobile di breve; le quotazioni hanno rotto al ribasso, violazione confermata al termine della giornata di scambi, i supporti statici di breve termine poste in prossimità di 1,2735; il cambio è giunto al terzo attacco della trendline rialzista tracciata con i minimi del 6 e 15 ottobre. Partendo da questi presupposti, ecco dunque che è possibile valutare l’implementazione di una strategia ribassista strutturata con la vendita di euro a 1,2740. Con stop in caso di chiusure di giornata oltre 1,2870, il primo obiettivo di suddetta strategia sarebbe individuabile a 1,2625 mentre il secondo si avrebbe a 1,2515.

 

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