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La Yellen taglia le gambe al dollaro: obiettivo 1,15 ad un passo ma occhio ai contrarian

Inviato da Alessio Trappolini il Mer, 12/07/2017 - 15:31


Procede a passo spedito la corsa dell’euro dollaro in direzione 1,15, livello che secondo molti analisti coincide con l'obiettivo finale di medio termine del cross fra le due principali valute al mondo. Il movimento odierno si è arrestato precisamente a 1,1489 $, massimi dal maggio dello scorso anno ma ha ritrovato vitalità subito dopo le ore 14.30 quando cioè è stato reso noto il contenuto del discorso che Janet Yellen, numero uno della Federal Reserve, pronuncerà fra meno di un’ora (ore 16 italiane) di fronte al Congresso di Washington.


A livello operativo, Vincenzo Longo, strategist di IG, indica che "salvo temporanee fasi correttive, continuiamo a vedere il cambio proiettato sopra 1,15 nelle prossime settimane. Non escludiamo che nel terzo trimestre si abbiano spike anche verso 1,17".


“Gli Usa sono abbastanza in salute per assorbire ulteriori graduali rialzi dei tassi e per ritirare gradualmente il portafoglio obbligazionario accumulato dalla Fed durante la crisi finanziaria”, questo in sostanza il succo delle parole che la Yellen andrà a riferire fra poco meno di un’ora al Congresso.


La prima economia mondiale per ora ha beneficiato di solidi consumi da parte delle famiglie e del recente balzo degli investimenti privati interni, ed ora è sostenuta anche da condizioni migliori all'estero.


La Fed "continua ad aspettarsi che l'evoluzione dell'economia garantisca graduali rialzi dei tassi Fed funds nel tempo - si legge nel rilascio delle 14.30 -, mentre le riduzioni negli oltre 4.000 miliardi di securities potranno probabilmente iniziare quest'anno". Ricordiamo inoltre che a completare il quadro odierno alle ore 20 sarà diffuso il Beige Book, il documento di sintesi che riassume la situazione finanziaria e bancaria dei 12 Distretti Federali che compongono l’organo centrale della Federal Reserve.


La Yellen potrebbe avere i giorni contati


Non tutti gli analisti però la vedono così. Per Robert Sinche, chief global strategist della Amherst Pierpoint, il dollaro statunitense è destinato a ritrovare smalto.


Svanito l’entusiasmo Trump, sostiene l’esperto, il dollaro ha iniziato a cercare altrove elementi di supporto che per gli analisti sono stati trovati proprio nelle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve e nelle conseguenti oscillazioni dei rendimenti sui Treasury. Così Sinche:


“Cerchiamo un rimbalzo del 3-4% sul dollaro, forse più accentuato nei confronti dell’euro e meno nei confronti dello yen. La previsione, in questo caso, è di un euro dollaro a $1,04”.


In questo quadro, l’esperto non dimentica di sottolineare che quella odierna “potrebbe essere l’ultima apparizione della Yellen al Campidoglio in quanto ad inizio 2018 è prevista la scadenza del suo mandato”. Sono fresche di giornata le indiscrezioni apparse sui medi d’Oltreoceano che vedono nella persona di Gary Cohn, ex presidente ed ex direttore operativo di Goldman Sachs, il prossimo presidente della Federal Reserve.


È dunque sempre meno probabile che Yellen sia confermata per un secondo mandato, ipotesi apertamente esclusa da Trump durante la campagna elettorale e ribadita dopo il suo ingresso alla Casa Bianca.