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Valute: dollaro ancora sotto pressione, attesa per inflazione Usa

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 13/10/2017 - 09:01

Prosegue la debolezza del dollaro che rimane sotto pressione in attesa del dato sull'inflazione negli Stati Uniti che verrà diffuso nel pomeriggio. Lo testimonia l'andamento del Dollar Index (l'indice che misura l’andamento del biglietto verde in relazione a un paniere composto da altre sei valute), che in questo momento si muove sotto la soglia di 93. L'indice era salito venerdì scorso sui massimi a 10 settimane, dopo l'aggiornamento sui dati occupazionali Usa e in particolar modo di fronte al rialzo dei salari degli Stati Uniti che avevano alimentato le attese per un rialzo dei tassi a dicembre da parte della Fed (si tratterebbe della terza stretta del 2017 dopo quella di marzo e giugno). Nel frattempo il cambio euro/dollaro viaggia in leggero rialzo e si mantiene sopra la soglia di 1,18 (cross €/$ a 1,841, +0,08%).


Ieri il dollaro aveva perso slancio in scia alle indicazioni contenute nei verbali della Fed relativi alla riunione di settembre. Dalle minute è emerso in particolare che i membri del braccio di politica monetaria dell'istituto si sono chiesti se i fattori che stanno frenando la crescita delle pressioni inflazionistiche siano temporanei o di più lunga durata.


Alle 14.30 italiane verrà comunicato il dato sui prezzi al consumo. Su base annua, il dato completo è atteso al 2,1% mentre l’indice “core”, quello calcolato al netto delle componenti più volatili (come l'energia), dovrebbe mostrare un +1,8%. Si tratta di un’indicazione seguita da vicino in ottica Federal Reserve che, stando al Cme Watch Tool, con una probabilità di circa l'87%, alzerà il costo del denaro nella riunione in calendario a metà dicembre.


Intanto da Washigton, dove è in corso l'annual meeting del Fondo monetario internazionale (Fmi) e della banca mondiale, ha parlato anche il presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, che ha preso le difese del Quantitative easing e ha assicurato che la politica monetaria rimarrà accomodante ancora a lungo.