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Tensioni politiche in Italia spingono euro/dollaro sotto 1,16, minimi da novembre 2017

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 29/05/2018 - 11:22

Anche sul mercato valutario l'attenzione rimane focalizzata sull’evoluzione della crisi politica italiana e spagnola. ma è soprattutto lo scenario politico e le forti tensioni sugli asset italiani che continuano a tenere sotto scacco l'euro che scende ancora nei confronti del dollaro. Il cambio valuta unica/biglietto verde cede dopo le 11 lo 0,69% a 1,1545 dollari (minimo intraday a 1,1531) sui minimi da inizio novembre 2017.


"Inizio di settimana all’insegna ancora di un clima di nervosismo sull’euro alla luce delle forti tensioni sui titoli di stato italiani - sottolineano gli strategist di Mps Capital Services -. Il cambio euro/dollaro si è portato questa mattina sotto quota 1,16 per la prima volta dallo scorso novembre, con l’area 1,1550/1,1575 che al momento rappresenta la principale area di supporto". Secondo la view di Ig, al momento le prospettive di medio/breve sono ribassiste. "Rialzi fino a 1,17 resterebbero compatibili con l’ipotesi di realizzazione di un nuovo segmento ribassista - indicano gli esperti -. In caso di cedimento del supporto a 1,1606 via libera a una estensione della discesa in direzione degli obiettivi situati a 1,1640. Segnali contrari sopra 1,17".


L'incertezza provocata dal caso Italia non sembra destinata ad abbandonare i mercati. "Per quanto Carlo Cottarelli (premier incaricato n.d.r.) abbia anche proposto, in cambio della fiducia, di occuparsi della legge di bilancio 2019 per poi dimettersi in tempo per consentire nuove elezioni a inizio 2019, lo scenario decisamente più probabile è che la fiducia sia negata, che il nuovo esecutivo resti in carica soltanto per l’ordinaria amministrazione e che quindi si svolgano nuove elezioni a fine settembre o inizio ottobre - sottolineano gli esperti dell'ufficio studi di Intesa Sanpaolo -. Tale scenario preoccupa gli investitori, che temono un largo successo del fronte sovranista – con rischi di allentamento della disciplina fiscale, di declassamento del merito di credito e finanche di uscita dall’unione monetaria".


Sul fronte spagnolo, venerdì il parlamento voterà una mozione di sfiducia contro il Governo, con i socialisti che vorrebbero proporre il proprio leader come primo ministro e Ciudadanos che invece propone un governo tecnico per traghettare il paese a nuove elezioni. "La crisi politica spagnola non ha minimamente il potenziale destabilizzante di quella italiana", sottolineano da Intesa Sanpaolo.