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Sterlina resta positiva, mercato alla finestra su novità e scadenze Brexit

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 04/03/2019 - 11:02

 


Il mercato non distoglie l'attenzione dalle vicende legate alla Brexit, e di conseguenza dalla sterlina che nelle ultime sedute ha guadagnato terreno sulla possibilità che venga posticipata la scadenza del 29 marzo. Sterlina che resta tonica anche oggi: se il cambio euro/sterlina cede lo 0,55% a 0,8564, mentre il cross sterlina/dollaro avanza di circa lo 0,32% a 1,3244 (dopo avere raggiunto i massimi a 7 mesi, oltrepassando soglia 1,33). 


Tornando alle ultime sul fronte Brexit, c'è il responsabile Ue delle trattative, Michel Barnier, ha dichiarato che Bruxelles potrebbe aprire alla possibilità di fornire ulteriori garanzie sulla natura temporanea del backstop sul confine irlandese, che prevede che l'Irlanda del Nord continui a far parte dell'Unione doganale anche dopo la concretizzazione della Brexit. Un modo, ha spiegato Barnier in un'intervista al quotidiano tedesco Die Welt, potrebbe essere quello di limitare il backstop con un accordo sui futuri rapporti tra il Regno Unito e l'Unione europea. Barnier ha anche rassicurato sul fatto che l'Ue non si opporrebbe a una eventuale estensione dell'Articolo 50 (se richiesta dagli UK), ma pretenderebbe che questa pervenisse chiarendo gli obiettivi che si desidererebbe perseguire. Se Londra presentasse una richiesta in tal senso - per evitare lo spauracchio di un no-deal Brexit, con un'uscita disordinata dal blocco il prossimo 29 marzo senza un accordo - i paesi membri dell'Ue dovrebbero raggiungere un'intesa unanime il prossimo 21 marzo.


Ci sono poi le indiscrezioni del "Sunday Times", secondo le quali la premier Theresa May starebbe guadagnando supporto tra le fila dei conservatori più euroscettici che avrebbero rinunciato all’idea di fissare una scadenza temporale del backstop sul confine irlandese. "Le indicazioni giunte nel weekend che puntano a una estensione dei termini dell’art.50, stanno aiutando la sterlina a rimanere tonica in questo inizio di settimana", segnalano gli esperti di Mps Capital Services.


Da Intesa Sanpaolo sottolineano che "apparentemente i livelli delle quotazioni della sterlina sembrano suggerire che l’opzione di no-deal exit sembra ora essere stata rimossa dagli operatori. Allo stesso tempo, un rinvio solo di breve durata della Brexit sembra incapace di spingere oltre le quotazioni".


Gam Investments, neutral su sterlina


Nei giorni scorsi, Charles Hepworth, investment director di Gam Investments, sul tema Brexit dichiarava: "Il mio punto di vista sulla Brexit non è cambiato.  Il problema risiede non tanto dal susseguirsi degli eventi (che sono rimasta abbastanza statici) ma piuttosto dall’indecisione della leadership politica". "Allo stato attuale delle cose posticipare o minacciare di posticipare fino a quando il proprio accordo non sarà forzatamente approvato dal parlamento sembra l’opzione più plausibile - prosegue l'esperto -. La sterlina potrà anche aver raggiunto un massimo relativo recentemente, ma la nostra impressione è che nel suo valore non rifletta ancora un vero è proprio accordo, quanto piuttosto l’eventualità di una posticipazione".


Hepworth definisce "eccessivo" il rimbalzo della sterlina della settimana scorsa, e alla luce di questo, finché non ci saranno informazioni concrete intorno alle quali costruire la view, non intende assumere una particolare posizione rispetto alla sterlina e preferisce mantenere un’esposizione neutrale per quanto riguarda la copertura del rischio valutario in modo da proteggere le strategie a prescindere dall’esito. "Se l’accordo verrà raggiunto in Parlamento - afferma -. la sterlina potrebbe crescere ancora di qualche punto percentuale sul breve termine ma probabilmente invertirà successivamente il suo corso dato che l’incertezza economica del Paese sarebbe il fattore chiave per la performance della sterlina. Crediamo che un secondo referendum porterebbe a un movimento verso l’alto molto più significativo dato che le probabilità di una vittoria del remain appaiono superiori a quelle del leave".