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Sterlina recupera terreno sul dollaro: sotto la lente i nuovi negoziati sulla Brexit e i dati macro (Pil e inflazione)

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 22/05/2018 - 10:31

La sterlina torna in primo piano oggi sul mercato forex, con la ripresa dei negoziati sulla Brexit tra Londra e Bruxelles e in attesa delle dichiarazioni del governatore della Bank of England, Mark Carney, nel corso dell'audizione odierna alla commissione finanza del Parlamento. Intanto la sterlina sta recuperando terreno questa mattina sul dollaro, dopo essere scesa sotto 1,3400 per la prima volta da inizio anno. Il mercato attende anche i dati macro britannici in uscita nei prossimi giorni, in particolare quello sull'inflazione di aprile (domani) e la lettura preliminare del Pil del primo trimestre 2018 (venerdì 25 maggio). In questo momento il cambio sterlina/dollaro mostra una moderata crescita dello 0,22% a 1,3457.


"La sensazione è che il downside risk per la sterlina sia inevitabile in questa fase, in particolare per i rischi politici collegati a Brexit che si stanno definendo sempre meglio: in particolare, sui due punti più controversi: sul tipo di accordo doganale con l’Europa (entrambe le proposte inglesi sono già state rigettate da Bruxelles) e sul confine nord-irlandese (sul quale l’Inghilterra ha rifiutato la proposta europea ma non ha ancora avanzato nessuna controproposta)". Questo il commento dell'ufficio studi di Intesa Sanpaolo nella Forex flash di oggi.


E' tempo di comprare sterline?
Secondo la tesi di Peter Rosenstreich, head of market strategy, e Arnaud Masset, analista di Swissquote, il pessimismo sulla sterlina è esagerato. "Considerata questa recente debolezza, è arrivato il momento di ritornare ad avere posizioni lunghe di sterline. Lunghi di quanto? Molto dipenderà dalla Brexit", spiegano i due esperti precisando che "il nostro scenario di base incorpora un esito positivo per le relazioni future tra Ue e Regno Unito: siamo posizionati per beneficiare di un rimbalzo della sterlina che potrebbe derivare sia da buone notizie sul fronte Brexit che da una ripresa dell’economia domestica".
La valuta britannica ha di recente pagato il cambiamento dei toni della Bank of England che ha fatto sì che il mercato riconsiderasse, rivedendo nei prezzi, il numero di rialzi dei tassi. Da febbraio, dati economici deboli hanno posto fine al “tutto-fuorchè-sicuro” rialzo di maggio e le aspettative di politica monetaria sono diventate pericolosamente a breve termine. "L’evidenza di un rialzo dell’inflazione probabilmente non farà che aumentare le attese di un rialzo dei tassi", sottolineano gli esperti di Swissquote. Come ampiamente atteso, l'istituto centrale inglese ha lasciato invariato il tasso bancario allo 0,5% con 7 voti a favore e 2 contro. Nonostante ci si stia allontanando dal picco del ciclo di crescita (come del resto sta accadendo in tutto il mondo) la finestra per un rialzo ad agosto dovrebbe rimanere aperta.