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Sterlina, inflazione e salari: dove è diretto il Cable?

Inviato da Alessio Trappolini il Mar, 16/05/2017 - 12:38


Il target fissato della Bank of England sembra esser stato raggiunto, eppure l’istituto insiste con l'accomodamento monetario. Il dato pubblicato oggi sulla crescita dei prezzi al consumo di aprile non lascia spazio ai dubbi. L’inflazione, soprattutto la componente core, galoppa a livelli altissimi e segnala una crescente perdita di valore della sterlina oltre che la diminuzione del potere d’acquisto dei sudditi di Sua Maestà.


In tal senso “è cruciale analizzare il job report di domani”, ha commentato James Smith, economista del gruppo Ing, “per poter valutare se la crescita dei salari sia adeguata al ritmo mostrato dalla crescita dei prezzi”.


In questo quadro la sterlina ha reagito in maniera contrastata nel mercato Forex. Nei minuti immediatamente successivi alla diffusione del dato il cambio della divisa britannica contro il dollaro statunitense ha effettuato una rapida puntata in area 1,2960 per poi stornare nel corso della mattinata. Superato ormai il giro di boa della seduta, il Cable è tornato ad appoggiarsi a quota 1,2880 dollari, sempre all’interno di un rettangolo laterale che al momento sta consentendo al cross di consolidare i rialzi maturati lo scorso 18 aprile.


“Il trend di medio termine si manterrà comunque rialzista fintanto che le quotazioni sosteranno sopra il supporto a 1,28”, ha commentato un analista interpellato dalla redazione di Borse.it. “L’impressione è che il Cable voglia comunque testare la soglia psicologica a 1,3 dollari che al momento rimane un valido target intermedio e rappresenta il bordo superiore del rettangolo entro cui avvengono ora le contrattazioni” ha detto aggiunto l’esperto dalle sale operative.


Dal punto di vista macroeconomico invece, “l’impatto principale della svalutazione della sterlina si vede nei dati dell’inflazione core, salita dall’1,8 al 2,4% a/a”, ha chiosato James Smith del gruppo Ing, “perché segnala l’effetto del deprezzamento della sterlina sui prodotti alimentari, dove è in corso una vera e propria guerra dei prezzi all’interno della grande distribuzione”.