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Sterlina al test della BoE: sotto pressione resistenze a 0,90 contro euro. Ecco il punto della situazione

Inviato da Alessio Trappolini il Mar, 01/08/2017 - 14:13

A due giorni dal meeting di politica monetaria della Bank of England le attese sono per una revisione al ribasso della crescita, con simultanea revisione al rialzo dell'inflazione. Facciamo il punto della situazione, analizzando da vicino il cambio fra sterlina e moneta unica



Nel secondo trimestre dell’anno l’andamento della sterlina ha registrato un’inversione di rotta. Nel 2016 e nella prima parte di 2017, la divisa britannica ha subito una marcata svalutazione causata prima dall’esito del referendum e poi dalle prospettive di una Hard Brexit.


A generare questa inversione di tendenza della sterlina ha inciso principalmente il cambiamento del contesto politico Oltremanica. Il Governo targato Theresa May, infatti, si trova oggi in una posizione decisamente più debole rispetto ad un anno fa.


Per Viktor Nossek, direttore della ricerca di WisdomTree in Europa, la leader britannica “si trova a capo di un Governo di minoranza e deve guidare i negoziati per l’uscita dall’Ue con una leva e un capitale politico inferiori”.


In questo quadro, una volta iniziati i negoziati volti a ridefinire le basi di una nuova relazione commerciale fra UK ed Ue, “ad incidere sull’andamento della sterlina sarà soprattutto la perdita dei diritti di passaporto che consentono alle banche e alle compagnie assicurative di vendere servizi finanziari all’Ue liberamente e senza stabilire una presenza locale”, sostiene Nossek.


In effetti, sono proprio i servizi finanziari ad offrire il maggior contributo al surplus commerciale del Regno Unito. Perdere questi benefici comporterà “l’inevitabile calo del pound – ha specificato Nossek - a meno che l’effetto non venga controbilanciato dal rafforzamento delle esportazioni dovuto al deprezzamento della valuta stessa”.


Se da un lato il Ministro delle Finanze, Philip Hammond, si è mostrato propenso a maggiori concessioni nei confronti dell’Ue, dall’altro bisognerà monitorare quale sarà il percorso di politica monetaria che andrà a seguire la Banca d’Inghilterra (BoE).


Per il momento, coloro che hanno subito le maggiori ricadute dal punto di vista economico sono stati i sudditi di Sua Maestà. La marcata svalutazione della sterlina ha provocato il netto indebolimento del potere di spesa dei consumatori, “alimentato dal debito per il resto del 2017, in un contesto in cui probabilmente non si verificheranno aumenti salariali”, ha concluso Nossek.


 


Questo è il quadro tratteggiato dall’esperto a due giorni dall’appuntamento con la Bank of England. Dal meeting dell’istituto monetario britannico non sono attese novità per quanto riguarda i tassi, che dovrebbero restare invariati a 0,25%, ma il mercato valuta gli interessanti spunti che dovrebbero giugnere dall’inflation report, dove le attese di consenso sono per una revisione al ribasso della crescita, con simultanea lieve revisione al rialzo dell'inflazione.
Secondo gli esperti, nel caso in cui si dovesse concretizzare questo scenario, la sterlina potrebbe reagire negativamente in quanto si tratta di uno scenario non favorevole, con conseguente correzione sia contro dollaro sia, soprattutto, contro euro.


 


EUR/GBP. A livello operativo è questo il cambio da tenere sotto stretto monitoraggio, in quanto le quotazioni potrebbero formalizzare il breakout delle importanti resistenze statiche a 0,90. I target oltre questa barriera sono collocati in area 0,94 e 0,9569 sterline, livello sopra al quale stazionano i massimi intraday assoluti risalenti al periodo a cavallo fra fine 2008 ed inizio 2009.