notizie top forex

Ritirata dei falchi in Bce e Fed, tra poche ore il discorso di Draghi. L'outlook sull'euro-dollaro

Inviato da Laura Naka Antonelli il Mer, 06/09/2017 - 12:05

Da una parte, la Federal Reserve di Janet Yellen, che assiste al riscatto delle colombe nei confronti dei falchi: una battaglia senza vincitori, che vede come vittima illustre l'economia Usa, probabilmente già danneggiata dai tre rialzi dei tassi dell'ultimo anno. Dall'altro lato la Bce di Mario Draghi, il cui rapporto con i mercati, e con il forex in particolare, sta diventando sempre più complicato e teso. L'appuntamento market-mover della settimana è domani, giovedì 7 settembre, giorno in cui la Bce annuncerà la sua decisione sui tassi e giorno in cui Draghi sarà costretto, dopo mesi di silenzio, a parlare nel corso della conferenza stampa. L'euro sale e si attesta oltre la soglia $1,19: un apprezzamento provocato soprattutto dalla debolezza del dollaro, dopo che diversi esponenti della Fed, nella giornata di ieri, hanno invitato la Fed a spingere il pedale non tanto sull'acceleratore, quanto sul freno, nel suo processo di normalizzazione dei tassi. Neel Kashkari, presidente della Federal Reserve di Minneapolis, ha addirittura affermato che è possibile che le strette monetarie fin qui adottate abbiano già provocato danni all'economia Usa.


Si può dire che ciò che sta accomunando Fed e Bce e in queste ore è la probabile ritirata dei falchi. Il tasso di inflazione, d'altronde, sia in Usa che in Eurozona, è tutt'altro che soddisfacente. La crescita dei salari è anemica. E in tutto questo, a complicare l'outlook sul rapporto euro-dollaro, è il silenzio di Mario Draghi. Silenzio che potrebbe andare avanti per molto, e non essere affatto sciolto nella giornata di domani. 


Il Consiglio direttivo della Bce si riunisce oggi, ma qualcosa si potrà sapere solo domani. Oggi sarà comunque un giorno cruciale per Draghi & Co, visto che la commissione riceverà l'ultimo aggiornamento alle stime economiche elaborate dalla Bce, ed è possibile, secondo quanto scrive Bloomberg, che per la prima volta i membri del board discuteranno su cosa dovranno fare con il piano di Quantitative easing, che scade ufficialmente alla fine di dicembre. Stupefacente è il fatto che, a meno di quattro mesi dalla scadenza del QE, il Consiglio direttivo non abbia fornito ai mercati alcun dettaglio sulla possibile estensione o meno del piano.


Nordine Naam, analista senior di Natixis, ha scritto in una nota pubblicata oggi che riassume tutte le incognite contro cui i mercati si stanno imbattendo che il grande interrogativo è se, domani, "la Bce darà dettagli sul modo in cui ricalibrerà il QE nel 2018". Quello che è certo è che domani la Bce dovrebbe annunciare l'aggiornamento delle stime sull'economia e l'inflazione, con l'outlook della prima "che potrebbe essere rivisto al rialzo, e quello della seconda al ribasso". 


Natixis spiega:


"Se la Bce decidesse di rimandare un qualsiasi annuncio sul tapering a ottobre, o addirittura a dicembre, allora il rapporto euro-dollaro potrebbe rapidamente testare $1,18. Dall'altro lato, se dovesse annunciare un tapering a sei mesi, l'eur-usd potrebbe salire fino a $1,2160. 


 


(in fase di scrittura)