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Regno Unito: inflazione scende a sorpresa, si allenta la pressione sulla BoE

Inviato da Luca Fiore il Mar, 18/07/2017 - 13:07

Dopo i massimi da 4 anni toccati a maggio, il mese scorso l’inflazione britannica è passata dal 2,9 al 2,6%. Con gli analisti che avevano stimato un dato in linea con il precedente, per il CPI (Consumer Price Index) della “Perfida Albione” si tratta del primo calo dallo scorso mese di ottobre e della contrazione maggiore dal febbraio 2015. Andamento similare anche per l’indice ‘core’, quello calcolato al netto delle componenti più volatili, passato dal 2,6 al 2,4 per cento.


Si tratta di indicazioni che sono destinate ad allentare la tensione sulla Bank of England, già alle prese con un’economia che si appresta a fare i conti con una Brexit che non promette nulla di buono. Nel corso dell’ultimo meeting, l’istituto guidato da Mark Carney ha votato con una maggioranza di 5 membri (contro 3) la conferma del costo del denaro al minimo storico dello 0,25%.


Alla luce dell’andamento dei prezzi, il chairman ha fatto sapere di volerne valutare l’impatto sulla propensione al consumo e da lì decidere l’exit strategy dalle misure straordinarie. Ma, a questo punto, si tratta di discorsi che saranno affrontati più avanti nel tempo.


“Si tratta di dati che sono destinati ad annientare le possibilità di una incremento dei tassi nel breve termine. […] Ci attendiamo che le richieste di una innalzamento dei tassi siano destinate a diventare lamenti”, ha detto Lucy O'Carroll, chief economist di Aberdeen Asset Management.


Ovviamente la frenata a sorpresa dell'inflazione britannica ha fatto scattare le vendite sulla sterlina. Dopo il +0,4% di ieri, il cambio euro/sterlina sale di quasi un punto percentuale a 0,8871 gbp, una figura abbondante rispetto a venerdì, mentre l’incrocio con il biglietto verde, il mitico cable, cede lo 0,2% a 1,3025 usd.