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Regno Unito: balzo dell'inflazione ad agosto. Giovedì l'appuntamento è con la BoE

Inviato da Luca Fiore il Mar, 12/09/2017 - 16:29


Sterlina ai massimi da un anno dopo il balzo registrato dall’inflazione d’Oltremanica. Ad agosto, l’indice dei prezzi al consumo della “Perfida Albione” ha eguagliato il picco da oltre cinque anni passando dal 2,6 al 2,9 per cento. Sopra le stime anche il dato “core”, quello calcolato al netto delle componenti più volatili, che, con un rialzo del 2,7%, ha fatto segnare il dato maggiore dal 2011.

A livello di singole componenti, spicca il +4,6% fatto segnare dall’abbigliamento e dalle calzature, il livello maggiore mai registrato dalle serie storiche. In particolare evidenza anche la benzina, +1,8%, e i biglietti aerei, +10,9%. Ranko Berich di Monex Europe teme che la crescita dei prezzi possa finire per penalizzare l’andamento dei consumi, con conseguenze negative per la crescita economica.

“Il +4,6% registrato da abbigliamento e dalle calzature segnala che i commercianti stanno trasferendo l’incremento dei prezzi sui consumatori” e, in presenza di un calo dei salari reali, “le spese dei consumatori finiranno ulteriormente sotto pressione”.

“I prezzi dei prodotti petroliferi sono tornati a farsi sentire: dopo due mesi di stagnazione, le devastazioni nel Golfo del Messico hanno fatto il paio con le tensioni geopolitiche […] spingendo al rialzo i prezzi delle commodity”, rileva Edward Hardy, economista di WorldFirst. Inoltre c’è da tener presente la ripresa di Eurolandia e il conseguente rafforzamento dell’euro, “che ha reso più costose le importazioni dalla Zona Euro”.

Il cable, l’incrocio tra la sterlina e il dollaro, si è così spinto a livelli che non si vedevano da un anno a 1,32875 in attesa di conoscere il responso del meeting della Bank of England, il cui board si riunisce giovedì. Scontata una conferma del tasso benchmark al minimo storico dello 0,25%, gli operatori si concentreranno sul wording che sarà utilizzato dall’istituto guidato dal canadese Mark Carney.

Visto che, in un contesto in cui le maggiori banche centrali sono avviate verso la normalizzazione delle condizioni monetarie, il mercato non sconta un incremento dei tassi di interesse britannici (nei prossimi tre meeting una stretta è rispettivamente stimata al 10, 30 e 40 per cento), Michael Hewson di CMC Markets si attende un ritracciamento del pound. “La percezione del mercato potrebbe frenare le attese di un rafforzamento della sterlina, e spingerla al ribasso se le altre banche centrali dovessero confermare un atteggiamento restrittivo”.