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Nel caos Brexit la sterlina resta una sorvegliata speciale

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 16/11/2018 - 10:15

A meno di 24 ore dall'accordo sulla Brexit, Oltremanica è scatenato un vero e proprio terremoto politico. Una giornata tutta in salita per la premier Theresa May (impegnata nell'audizione alla Camera) dopo le dimissioni di vari membri del governo, tra cui il segretario alla Brexit Domenic Raab che aveva preso qualche mese fa il posto di David Davis. Tutti fermi oppositori dell'intesa raggiunta con l'Unione europea. Uno scenario che ha messo sotto pressione la sterlina che ha registrato il peggior giorno da due anni. Questa mattina il cambio sterlina/dollaro Usa tenta il rimbalzo, scambiando a 1,2782 (+0,07%).


Un clima infuocato che riduce al lumicino le possibilità che dopo l'ok al prossimo Consiglio Europeo (25 novembre) il testo riceva il via libera dal parlamento inglese. "La leadership di May è ora sotto attacco all’interno del partito conservatore, che potrebbe essere chiamato a votare presto una mozione di sfiducia promossa dalla fazione euroscettica, per quanto con incerta probabilità di successo", sottolineano gli esperti dell'ufficio studi di Intesa Sanpaolo. May appare ferma nella sua posizione: non intende infatti richiedere un’estensione del periodo negoziale e neppure lanciare una nuova consultazione popolare. E nella giornata di ieri il segretario del partito laburista, Jeremy Corbyn, ha fatto riferimento alla possibilità di un nuovo referendum, qualora non siano indette nuove elezioni dopo la bocciatura dell’accordo da parte del Parlamento.


"L'improvviso aumento del rischio di no-deal Brexit che è emerso dopo la furiosa reazione dei conservatori euroscettici ha colpito la sterlina, che ha registrato il peggior giorno da due anni a questa parte", affermano da Intesa Sanpaolo, ricordando che il cambio contro dollaro ha toccato un minimo di 1,2737 per ritornare poi a 1,28 (-1,7% rispetto ai valori della mattina); il minimo annuo è stato a 1,2660. "Netto ribasso dei rendimenti sulla curva governativa, in quanto il mercato sconta un andamento relativamente più accomodante della politica monetaria in reazione al rischio di frenata dell’economia britannica in uno scenario di uscita senza accordo", concludono gli esperti.

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