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Mercati e missili in Siria: nessun impattano su cambio euro/dollaro, attenzione alle valute emergenti

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 16/04/2018 - 10:55

Nessun sell-off sui mercati globali dopo i bombardamenti sferrati in Siria da parte degli Stati Uniti, Francia e Regno Unito. "Bombe sulla Siria, ma non sui mercati che hanno aperto piuttosto stabili reagendo in maniera composta al raid di venerdì notte", affermano gli strategist di Mps Capital Services, secondo i quali "probabilmente gli operatori ritengono improbabile un’ulteriore escalation militare alla luce anche delle dichiarazioni dei Paesi coinvolti nell’attacco".


I missili e l'impatto sul mercato forex: focus sulle valute emergenti


E non si è accesa la spia "panico" nemmeno sul fronte forex. L'attacco in Siria non ha prodotto effetti particolare sul cambio euro/dollaro, che rimane sotto la soglia di 1,24 (1,2364 a +0,28%), e sul cross dollaro/yen che si muove in area 107 (107,22, -0,20%). "Le tensioni sul fronte militare tra Stati Uniti e Russia (che si sono scaricate sul rublo e, in parte, sulla lira turca) si vanno ad aggiungere a quelle commerciali con la Cina per politiche dei dazi che coinvolge le valute dell’area asiatica - segnalano dall'ufficio studi di Intesa Sanpaolo nella 'Forex Flash' - in settimana potrebbe presentarsi qui un nuovo terreno di scontro dalla pubblicazione da parte dell’amministrazione Trump della lista dei beni su cui verranno imposti i dazi".


"I currency index segnalano che questa incertezza su più fronti sta producendo un aumento della volatilità generalizzato sulle valute emergenti, che è sui massimi da febbraio scorso", aggiungono gli esperti di Intesa Sanpaolo, secondo i quali "l’aumento della volatilità sulle valute emergenti pensiamo che nel breve termine potrebbe tramutarsi in un rafforzamento di valute come lo yen e il franco svizzero".