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La May fa sul serio: l'ipotesi elezioni a giugno scuote la sterlina

Inviato da Alessio Trappolini il Mar, 18/04/2017 - 15:24

Sterlina scossa dall’annuncio-sorpresa del primo ministro britannico di voler procedere ad elezioni anticipate entro il prossimo 8 giugno. La mozione sarà presentata domani al Parlamento di Westminster e dovrà essere approvata da una maggioranza di due terzi per passare


 


La sterlina britannica ha subito un duro contraccolpo questa mattina nel mercato monetario, a seguito delle dichiarazioni a sorpresa dell’inquilina del numero 10 di Downing Street Theresa May di voler procedere ad elezioni anticipate entro giugno prossimo. Meno di un mese fa la stessa May aveva escluso categoricamente questa possibilità.


La reazione immediata sulle prime indiscrezioni relative alla notizia ha fatto perdere circa due figure alla divisa di Sua Maestà, per poi recuperare parte del movimento nei minuti successivi alle dichiarazioni “portandosi ai massimi da due mesi contro l’euro”, fa notare dalle sale operative londinesi di Activtrades Carlo Alberto De Casa, interpellato dalla redazione di Borse.it.


Con la chiamata dell’articolo 50 “già scontata nei prezzi- sostiene De Casa - la sterlina si è comportata relativamente bene sui mercati nelle ultime due settimane e non abbiamo assistito a nessun panic selling. Tuttavia ora la news delle elezioni anticipate ha colto i mercati di sorpresa e potrebbe portare nuova incertezza sul cambio contro le altre divise”.


La versione low cost del pound, già deprezzato del 15-18% rispetto alle quotazioni pre-voto Brexit contro euro e dollaro, non aveva infatti fatto ancora i conti con la questione elezioni.


Cosa ha in mente Theresa May? “Di fatto la May vorrebbe rafforzare la sua posizione a Downing Street, facendo leva su quel 20% di margine che i sondaggi le attribuiscono nei confronti degli avversari politici”, ha detto De Casa, Chief analyst del broker londinese.


Infatti l'ultimo sondaggio di YouGov pubblicato ieri dal Times vede un vantaggio di 21 punti per i conservatori, uno scarto che per De Casa rappresenta” il massimo vantaggio degli ultimi nove anni”. Il partito della May avrebbe il 44 per cento dei voti, contro il 23 per cento dei Labour e il 12 per cento per i liberaldemocratici.


La possibilità di controllare Westminster con numeri ancora più solidi fa gola al primo ministro che
“in tal modo potrebbe osteggiare con maggior forza le opposizioni che arrivano dalla Scozia – dice De Casa - e superare le divisioni al momento esistenti all’interno del Parlamento.


Come cambiano le prospettive per il British Pound


Secondo Carlo Alberto “le prospettive per il Pound restano buone nel breve termine, mentre invece in un’ottica di medio-lungo termine le incertezze sono molteplici e la divisa di Sua Maestà potrebbe patire l’eventuale indebolimento dell’economia britannica”.


In questo contesto non occorre dimenticare la Bank of England, guidata da Mark Carney. Secondo il punto fatto il mese scorso da Borse.it (Bank of England fra il martello e l'incudine, sterlina potrebbe raggiungere la parità contro euro dopo Brexit) l’istituto di Mark Carney si trova ancora in una situazione quantomeno sfidante.


A Brexit ormai partita i numeri suggerirebbero una svolta da “colomba” eppure gli analisti ritengono che sia ancora troppo presto, “la BoE potrebbe procedere ad un primo rialzo al più a fine 2017 – sostiene De Casa – anche se rimane più concreta l’ipotesi che ciò avvenga nel 2018”.


In questo quadro la sterlina potrebbe arrivare anche a quota 0,87 contro l’euro, anche perché “in uno scenario di allentamento monetario – prospettico – nel Vecchio Continente l’Euro potrebbe avere ancora qualcosa da recuperare”, ha concluso De Casa nel suo intervento per Borse.it.