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La forza dell'economia Usa sostiene il dollaro

Inviato da Redazione Finanza il Gio, 30/11/2017 - 12:18

La revisione del dato sulla crescita Usa e il miglioramento della dinamica inflazionistica sosterranno il dollaro nel breve termine secondo gli analisti di J.P. Morgan AM


Nelle ultime quattro sedute il dollar index è salito di oltre un punto percentuale, portandosi da 92,496 a 93,505. Il cambio tra euro e dollaro, per contro, è sceso da 1,1961 e 1,1809, minimi segnati stamattina. A rafforzare il biglietto verde i solidi risultati dell’economia statunitense. Ieri è stato rivista al rialzo la crescita nel secondo trimestre al 3,3% dal 3% della prima lettura e oltre le attese degli analisti al 3,2%. Anche le stime per il quarto trimestre sono positive e superiori al 3%. Sembrano inoltre rientrati i timori di spinte deflazionistiche con l’inflazione core a tre mesi al 2,4% su base annua.



“L'ultima rilevazione dell'inflazione ha rimosso ogni residuo ostacolo a un nuovo aumento dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre, mentre il quadro fondamentale sembra nel complesso coerente con un numero di interventi maggiore per il 2018 rispetto alle due strette al momento scontate dal mercato” commentano dal team Global Fixed Income Currency and Commodities group di J.P. Morgan AM.



La corsa del dollaro non è ancora finita


Per capire come potrebbe muoversi il dollaro gli analisti di J.P. Morgan AM guardano alla curva dei tassi Usa.



“È importante capire perché la curva dei rendimenti statunitensi si è appiattita in quest’ultimo periodo per valutare se i relativi impatti sul dollaro siano positivi o negativi. Il segmento 2-10 anni (la parte della curva che rappresenta i rendimenti dei Treasury con scadenze comprese tra 2 e 10 anni) mostra al momento la pendenza più piatta da 10 anni a questa parte, una dinamica dovuta al rialzo dei rendimenti delle scadenze più brevi a fronte della relativa stabilità di quelli decennali che riteniamo potrebbe essere positiva per il dollaro statunitense. Tuttavia, se la struttura della curva dovesse appiattirsi a causa del ribasso del rendimento del titolo decennale, chiaro segnale di un errore di politica monetaria, le nostre previsioni per il biglietto verde si farebbero meno rosee”.



Lo scenario positivo per il biglietto verde potrebbe però essere limitato al breve periodo “sostenuto dal miglioramento delle dinamiche inflazionistiche” e dalla possibilità che il mercato stia sottovalutando la probabilità di nuove strette monetarie da parte della Fed, convinzione, quest’ultima, degli esperti di J.P. Morgan AM.



Sul lungo periodo il dollaro “potrebbe perdere terreno rispetto all’euro, che sarà invece sostenuto dall’eccellente bilancia dei pagamenti dell’Unione europea. Prevediamo che nei prossimi 3-6 mesi il cambio Eur/Usd rimarrà stabile all’interno dell’intervallo 1,15 - 1,21”.