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La BCE si prepara alla fine del Quantitative Easing?

Inviato da Luca Fiore il Mer, 06/06/2018 - 17:35



Nuovo slancio per la moneta unica. Alla quarta seduta consecutiva in positivo, il cambio tra l’euro e il biglietto verde capitalizza la conferma delle indiscrezioni circolate negli ultimi giorni: nel meeting del 14 giugno l’istituto con sede a Francoforte discuterà del processo che porterà alla fine del piano di acquisto asset, il famigerato Quantitative Easing.

La notizia permette al cross di spingersi fino a 1,1774, mezzo punto percentuale in più rispetto al dato precedente. Nelle ultime cinque sedute il primo cambio a livello mondiale ha guadagnato un punto percentuale  e scambia a livelli che non si vedevano da 10 giorni. Segno più anche negli incroci contro le due valute rifugio per eccellenza, il franco svizzero (eurchf a 1,1600, +0,57%) e lo yen (eurjpy a 2119,57, +0,73%)

Nel corso della prima parte, il capo economista dell’Eurotower, Peter Praet, ha confermato che la Banca è pronta a discutere e valutare già la prossima settimana le modalità di uscita dalle politiche ultra-espansive, visto che l’andamento dell’economia e la crescita salari sembrerebbero destinate a favorire un ritorno dei prezzi in direzione del target del 2%. "La prossima settimana, il Consiglio direttivo della Bce valuterà se i progressi finora sono stati sufficienti a giustificare una graduale uscita dal QE", ha detto Praet, sottolineando che si tratterà comunque solo di un "giudizio".

"È ragionevole annunciare la fine degli acquisti di beni netti a breve". Klaas Knot, numero uno della banca centrale olandese e membro del Consiglio direttivo della BCE, non si è lasciato sfuggire l’occasione per ribadire la contrarietà dei falchi alla prosecuzione del QE. "L'acquisto di titoli di Stato non ha più un effetto positivo sull'inflazione", ha detto Knot parlando al Parlamento olandese. Secondo il banchiere, non solo gli effetti collaterali negativi iniziano a superare quelli positivi ma “al momento è da valutare se ci sia qualche effetto positivo".

Nel complesso, causa un contesto inflattivo che si conferma incerto, le incognite legate al nuovo esecutivo nel nostro Paese e le tensioni commerciali a livello globale, è probabile che il comunicato al termine del meeting, e le parole di Draghi nel corso della conferenza stampa, saranno improntati alla prudenza.

“Non pensiamo che la BCE sia disposta perdere la flessibilità e lo spazio di manovra garantito dal QE in un momento in cui i rischi ribassisti per l’outlook economico sono cresciuti e i rischi politici (sia dall’Italia che, più avanti nel corso dell’anno, dalla Gran Bretagna) potrebbero facilmente riemergere”, ha commentato Carsten Brzeski, analista di ING.