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Il dollaro e le aspettative sulle mosse Fed: per ora prevale la debolezza

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 11/12/2018 - 13:00

Sul mercato forex non si guarda solo alla sterlina colpita ieri dalle vendite in scia alla decisione del premier Theresa May di rinviare il voto del Parlamento Uk sull’accordo di recesso firmato lo scorso 25 novembre, ma anche al dollaro che si mostra ancora debole nei confronti delle principali valute.


"Il dollaro continua a perdere terreno poiché molti investitori anticipano una posizione più accomodante da parte della Federal Reserve nel 2019", commenta Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades, aggiungendo che "mentre il rendimento del buono tesoro statunitense decennale continua a diminuire, ci sono timori che si possa guardare a un'inversione con rendimenti a 2 e 3 anni. La potenziale inversione delle curve dei rendimenti, ampiamente vista come un precursore di una recessione, unita a commenti più soft dei funzionari della Fed, ha attirato l'attenzione degli investitori e il dollaro sta perdendo supporto".


L'ultimo meeting del 2018 della Federal Reserve (Fed) si terrà la prossima settimana: la riunione di due giorni culmina il 19 dicembre, con l'annuncio sulla decisione sui tassi che secondo le attese degli analisti dovrebbero essere rivisti al rialzo. Seguirà la conferenza stampa del presidente della Fed, Jerome Powell. "Molti ora prevedono che il ritmo del rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti nel 2019 sarà più lento di quello che è stato il consenso generale fino a pochi mesi fa, e questo sentimento è alla base del declino del biglietto verde", afferma ancora Evangelista.
Anche secondo la view dell'ufficio studi di Intesa Sanpaolo, "il dollaro sconta ormai aspettative troppo basse sul rialzo dei tassi Fed nel 2019, e anche la probabilità implicita su dicembre 2018 è eccessivamente bassa. Ciò dovrebbe offrire sostegno al biglietto verde nei prossimi mesi". Per gli esperti della banca italiana, il driver principale resta, tuttavia, l’andamento dei negoziati commerciali con la Cina, anche per le ripercussioni sull’appetito per il rischio.


Poco prima delle 13 il Dollar index, l'indice che monitora il trend del biglietto verde nei confronti di un paniere delle sei principali valute, cede lo 0,28% a quota 96,94. Prosegue così sulla strada percorsa nel corso della passata ottava. Gli strategist di Mps Capital Services sottolineano che "la settimana corsa è stata caratterizzata da un indebolimento del dollaro, appesantito dal calo dei rendimenti sui titoli governativi, dai deludenti dati sul mercato del lavoro e dall’atteggiamento più dovish da parte della Fed".


 


 

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