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Guerra commerciale: dove potrebbe arrivare lo yuan?

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 30/07/2018 - 12:30

Fin dove potrebbe spingersi lo yuan? Questo l'interrogativo che si è posto Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte sim, di fronte alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina (non ancora sopita). Dopo la tregua sulla guerra commerciale con l’Unione Europea in scia all'accordo tra presidente americano, Donald Trump, e quello della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, il focus si sposta ora sulla più complessa guerra con la seconda economia mondiale, in vista del mese di agosto


Secondo l'esperto, è infatti probabile che Trump alzi i toni mano a mano che si avvicina la scadenza del 31 agosto, fissata per l’implementazione di dazi su ulteriori 200 miliardi di dollari di beni. Trump ha già implementato dazi su 34 miliardi di dollari di beni e a breve partirà una seconda tranche di 16 miliardi, in entrambi i casi con aliquota al 25%.


"Trump ha poi minacciato di estendere i dazi su ulteriori 200 miliardi di beni con aliquota al 10%, fino a spingersi ad innalzare ulteriormente la minaccia fino a ricomprendere di fatto tutto l’export cinese di beni contro gli USA che ammonta a circa 500 miliardi", sottolinea Cesarano, rimarcando che sul fronte forex  "i venti di guerra tra Usa e Cina sono iniziati a fine aprile/inizio maggio, quando lo yuan era intorno a 6,30 nei confronti del dollaro americano. Da allora la svalutazione è stata di circa l’8%".


Yuan


Cesarano ha calcolato l’impatto dei dazi implementati da Trump e quello potenziale derivante dai nuovi dazi minacciati, partendo da un dato certo e cioè i circa 500 miliardi di dollari di beni cinesi esportati negli Usa su cui applicare l’impatto della svalutazione dello yuan.


Due gli scenari da considerare: dazi totali USA su 250 miliardi o su 500 miliardi.



 



 



Calcoli che riprendono in buona parte una recente indicazione di Olivier Blanchard, ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale, via twitter. "La svalutazione attualmente avvenuta copre abbondantemente anche l’ipotesi di dazi fino a 250 miliardi complessivi - afferma Cesarano -. Il fatto che i cinesi stiano portando il cambio su livelli ulteriormente svalutati, serve come deterrente verso l’ipotesi di estensione dei dazi addirittura su tutto l’export cinese contro gli Usa. In ogni caso, ipotizzando un riacutizzarsi della dialettica Usa Cina fino all’ipotesi di dazi su tutto l’export cinese (500 miliardi), la svalutazione dello yuan potrebbe essere spinta fino alla soglia di 7, ossia praticamente in linea con i livelli minimi raggiunti dallo yuan post svalutazione del 2015".


 

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