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Forex: la temporanea forza dell'euro alla prova Fed il prossimo mese

Inviato da Alessio Trappolini il Lun, 08/05/2017 - 15:11

I mercati si sono definitivamente lasciati alle spalle la tornata elettorale francese con una netta vittoria di Emmanuel Macron nei confronti della rivale Marine Le Pen. Il vantaggio accumulato dal candidato liberale e pro-Europeista si è sostanziato in una percentuale netta, 66 punti percentuali di consensi contro il 34% della rivale antieuropeista



La reazione dei mercati ha sorpreso gli investitori, soprattutto per quanto riguarda le ricadute sul mercato valutario. Il cambio euro/dollaro ha infatti fatto capolino oltre la soglia psicologica a 1,10 dollari, livello che non veniva aggiornato dal 9 novembre scorso, per poi rientrare nel corso della giornata.


Qual è il motore della forza dell’euro in queste ultime settimane? Secondo Vincenzo Longo, Market strategist di IG, la moneta unica europea starebbe cavalcando “un minor rischio instabilità dell’Eurozona e le buone indicazioni arrivate dalla crescita economica, come hanno mostrato gli indici PMI di aprile”.


L’insieme di questi elementi potrebbe infatti indurre gli operatori a considerare più vicina una revisione del piano di Qe della Bce. Secondo Longo l’avvio del processo di normalizzazione dei tassi d’interesse “potrebbe essere messo sul tavolo del board dell’Eurotower già nella prossima riunione di giugno”, ha indicato in una nota odierna l’esperto.


“I downside risk potrebbero essere ridimensionati – ha specificato Longo - e da qui potremmo assistere ad un cambiamento di forward guidance, che potrebbe alimentare delle aspettative di politica monetaria meno accomodanti”.


Per gli esperti dunque queste le variabili che dovrebbero più di altre influenzare il cross nel breve. Senza dimenticare che in giugno la stessa Fed potrebbe accelerare sul processo di rialzo dei tassi Us e determinare “delle temporanee discese a ridosso del supporto di brevissimo a 1,089 dollari, dove transita una trendline che sta sostenendo il cross nelle ultime due settimane”, ha detto Longo.


Mostra una posizione più netta, invece, l’ufficio Studi di Mps Capital Service che nel corso delle prossime settimane vede qualche presa di profitto “visto che il posizionamento degli operatori a favore della valuta unica sembra essere su livelli eccessivamente ottimisti. – hanno scritto gli analisti in un report diffuso nel primo pomeriggio – Rimane ancora valida però la tenuta del supporto in area 1,04”.