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Forex: sterlina, nessuno scossone dopo inflazione Uk. BoE verso una stretta sui tassi?

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 17/10/2017 - 12:47

Nessuno scossone sul mercato valutario dopo la pubblicazione del dato sull'inflazione britannica a settembre, con la sterlina poco mossa nei confronti del dollaro e dell'euro. I prezzi al consumo nel Regno Unito hanno mostrato una crescita del 3% su base annua rispetto al 2,9% di settembre 2016, centrando le attese degli analisti interpellati da Bloomberg. Su base mensile il dato ha mostrato una crescita dello 0,3% dal precedente +0,6% (anche in questo caso il dato è in linea con le aspettative del mercato.


Questo dato aumenta, però, le probabilità di una stretta sui tassi da parte della Bank of England (BoE) nel corso della riunione dell’istituto guidato da Carney in calendario giovedì 2 novembre. Intanto sul forex il cross sterlina/dollaro si è spinto fino a quota 1,3287 dopo la pubblicazione del dato e ora viaggia in area 1,3235 (-0,13%), mentre il cambio euro/valuta inglese tratta a quota 0,8891 (-0,11%).


Inflazione mette pressione su BoE
"L'inflazione inglese balza al 3%, sui massimi da 5 anni. Il dato era grosso modo atteso dai mercati, non abbiamo dunque visto scossoni particolari sul forex market", commenta Carlo Alberto De Casa, capo analista di ActivTrades, intervistato da Borse.it dopo la pubblicazione del dato britannico.
Secondo l'esperto, "questo dato senz’altro aggiunge altra pressione alla Bank of England, che aveva comunque previsto un’inflazione al 3% entro fine anno nei suoi ultimi report (mentre ad inizio anno si attendeva una salita meno rapida del costo della vita)". "Un eventuale rialzo dei tassi, che non pare molto lontano a questo punto, potrebbe ridare ossigeno alla sterlina, dopo i minimi della passata ottava", sottolinea De Casa. Sullo sfondo rimangono anche le vicende legate alla Brexit, con la cena tra la premier britannica Theresa May e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, di ieri a Bruxelles che "aveva il compito di provare a sbloccare i negoziati che paiono in un punto morto", conclude l'esperto.