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Forex: le parole di Kuroda smuovono lo yen, possibile uscita da misure stimolo nell'anno fiscale 2019

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 02/03/2018 - 11:58

Sul mercato forex a fare notizia oggi è il rafforzamento dello yen nei confronti del dollaro. A smuovere la valuta giapponese le parole di Haruhiko Kuroda, governatore della Bank of Japan (BoJ), ha dichiarato che la banca centrale prenderà in considerazione un'uscita dalla sua politica monetaria ultra-accomodante se l'obiettivo di inflazione sarà raggiunto nell'anno fiscale 2019 (che terminerà a marzo 2020). Dichiarazioni che hanno sostenuto lo yen, con il cross dollaro/yen che rimane ancora debole e si mantiene sotto quota 106: in questo momento tratta a quota 105,65, prossimo ai minimi dell'anno a 105,55. A favorire la moneta nipponica, classico esempio di valuta rifugio, c'è stato un altro elemento: vale a dire l'inceretezza e i timori che aleggiano sui mercati globali dopo l'annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di imporre dazi sull'acciaio e sull'alluminio.


Tornando all'audizione al Parlamento giapponese di Kuroda, il governatore ha detto che c'è bisogno che la crescita dei salari sostenga l'inflazione, sottolineando che il Giappone non è più in deflazione, ma che "l'attitudine deflazionistica sta condizionando l'inflazione". In ogni caso, Kuroda esclude un rialzo dei tassi nel breve termine. Il governatore ha infine affermato anche che la politica monetaria non è uno strumento per la manipolazione delle valute, anche se ovviamente non si può dire che non influenza, alla fine, il forex.


Lato macro, stamttina è statto pubblicato il tasso di inflazione chiave del Giappone (componente core dell'indice dei prezzi al consumo, che esclude i prezzi dei beni alimentari freschi). Il dato di gennaio è rimasto stabile allo 0,9%, grazie ai costi energetici più alti. Tuttavia, il target del 2% fissato dalla Bank of Japan rimane decisamente distante.



"Kuroda è andato oltre le solite affermazioni di rito e per la prima volta ha introdotto un riferimento temporale per l’ingresso in una futura fase di normalizzazione - sottolinea Alessandro Balsotti, head of asset management -. Per quanto si tratti di un riferimento vago e ancora lontano (almeno un anno) una simile apertura sta focalizzando l’attenzione del mercato anche perché tutto il tono delle sue dichiarazioni sembra differente, con una maggiore disponibilità a prendere atto che il supporto monetario estremo non potrà essere somministrato per sempre". Nella lettura di Balsotti, Kuroda si starebbe accorgendo che se inflazione arriverà in Giappone questo succederà per cause prettamente legate a fattori endogeni all’economia reale (una forza lavoro che invecchia, senza immigrazione, con una sostituzione ‘robotica’ indubbia che non può essere sufficiente) su cui la spinta monetaria ha poco o nessun effetto. "Ovvio che la comunicazione di una simile presa di coscienza potrebbe presentare una difficoltà per il tipo di reazione che può generare sui mercati", aggiunge l'esperto.