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Forex: la BCE posticipa la prima stretta, eurodollaro in rosso

Inviato da Luca Fiore il Gio, 14/06/2018 - 16:18



Eurodollaro scivola sotto quota 1,17 nel gran giorno del meeting della Banca Centrale Europea. Dopo essersi spinto fino a 1,1850, il cross più liquido del mondo ha perso due figure portandosi agli attuali 1,1653 usd, -1,15 punti percentuali rispetto al dato precedente.

Se da un lato l’istituto guidato da Mario Draghi ha ufficializzato che terminerà il piano di Quantitative Easing in corrispondenza della fine dell’anno solare, a partire da ottobre lo shopping sarà dimezzato a 15 miliardi di euro, dall’altro ha sorpreso gli operatori affermando che il costo del denaro sarà confermato ai minimi storici fino all'estate del 2019. Ovviamente, ha precisato il chairman, tutte le decisioni saranno prese tenendo conto dell’andamento dei fondamentali economici.

“La decisione di oggi rappresenta un vero compromesso salomonico tra falchi e colombe”, ha commentato Carsten Brzeski di ING. “I falchi –continua l’esperto - hanno finalmente ottenuto una data per la fine del QE mentre le colombe possono contare su una porta aperta ad ulteriori misure, in caso di necessità. Ben fatto”.

Questo, insieme all’atteggiamento maggiormente da falco emerso dalla due giorni di riunioni della Federal Reserve (che oltre ad aver alzato i tassi ha confermato che nel 2018 probabilmente assisteremo ad altre due strette), ha spinto al ribasso il cross.

Prima del meeting, il mercato era orientato per una prima, storica, stretta in corrispondenza del meeting di giugno mentre la nuova “forward guidance” prevede che “i tassi di interesse di riferimento della BCE –riporta il comunicato diffuso dall’Eurotower- si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino all’estate del 2019” e in ogni caso “finché sarà necessario per assicurare che l’evoluzione dell’inflazione resti in linea con le attuali aspettative di un profilo di aggiustamento durevole”.