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Forex: la Fed spinge il dollaro, attenzione ai dati in calendario venerdì

Inviato da Luca Fiore il Lun, 29/08/2016 - 16:00





"Alla luce di solide performance del mercato del lavoro e del nostro outlook sull'andamento dell'attività economica e dell'inflazione, ritengo che l'ipotesi di un incremento dei tassi nei prossimi mesi si sia rafforzata". Con queste parole il n.1 della Federal Reserve, Janet Yellen, ha fatto schizzare al rialzo le probabilità di un rialzo dei tassi di interesse a stelle e strisce.



Al 26 e al 33,9 per cento venerdì, una stretta nelle riunioni del Fomc (Federal open market committee, il braccio operativo della Fed) di settembre e novembre al momento è stimata al 42 e al 45,7 per cento. Il dato relativo il meeting di dicembre è invece passato dal 53,3% al 63,9%.



Alla seconda seduta consecutiva con il segno meno, l'eurodollaro passa di mano a 1,1163 (-1,36% in cinque sedute) mentre il cambio con lo yen sale per il quarto giorno consecutivo e si porta a 102,26 (+1,93%). Il primo cross si è spinto fino a 1,1158 usd, livello minore da metà agosto, mentre il secondo è salito a livelli che non si vedevano dal 9 del mese a 102,39 ¥.



Nonostante la precisazione del Vice presidente Stanley Fischer, secondo cui il n.1 dell'istituto con sede a Washington non ha escluso due incrementi dei tassi nel corso dell'anno, la sensazione è che l'istituto aspetterà di conoscere l'esito delle elezioni presidenziali dell'8 novembre (e il meeting seguente, con annessa conferenza stampa, è quello del 13-14 dicembre).



"Fischer ha confermato la view della maggioranza del Fomc, secondo cui l'economia alla fine si è rafforzata e che i tassi di interesse andrebbero gradualmente incrementati, anche il mese prossimo se il report sul mercato del lavoro di questa settimana dovesse supportare una stretta", ha detto Stewart Richardson, Chief investment officer di RMG Wealth Management.



Più cauto Ulrich Leuchtmann di Commerzbank. "Un incremento dei tassi da qui a fine anno e due nel 2017, questo è quanto prezza il dollaro" e quindi "un lieve rafforzamento del dollaro è giustificato".