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Forex: Eur/Usd consolida sopra 1,20. La moneta unica trova sponda nella congiuntura

Inviato da Alessio Trappolini il Gio, 04/01/2018 - 11:35

Il tasso di cambio fra Euro e Dollaro ha salutato il 2017 ed inaugurato il nuovo anno con un allungo oltre quota 1,20. Fra martedì ed oggi le quotazioni stanno tentando di stabilizzarsi a di sopra questo importante livello, forti di un ammontare di posizioni speculative al rialzo sul cambio ancora elevato e dei positivi dati congiunturali



I verbali dell’ultima riunione Fed di dicembre ed i dati macro positivi diffusi ieri avevano dato la sensazione che il dollaro stesse tentando di recuperare il terreno lasciato scoperto nei confronti dell’euro.


Dai verbali del vertice di dicembre della Fed è emerso che i funzionari hanno discusso sulla possibilità o meno che i tagli alle tasse possano comportare un aumento più veloce dei tassi di interesse nel 2018 rispetto allo scorso anno. I funzionari dell’istituto centrale hanno previsto tre aumenti dei tassi quest’anno e due nel 2019.


Ricordiamo che in genere, elevati tassi d’interesse spingono il dollaro aumentandone l’appeal per gli investitori alla ricerca di investimenti ad alto rendimento.


 


L’Euro non accenna a cedere il passo


L’insieme di questi elementi tuttavia non sembra in grado, per il momento, di scalfire le posizioni sull’euro e difatti la coppia Eur/Usd continua a salire stabilizzando i corsi sopra 1,20 dollari. La moneta unica europea ha segnato il massimo di quattro mesi di 1,2081 martedì, vicino al massimo di settembre di 1,2092, il livello più alto dall’inizio del 2015.


La congiuntura gioca difatti a favore della moneta unica. Nella lettura finale di dicembre l‘indice Pmi sul comparto dei servizi ha fatto segnare 56,6 (record da aprile 2011), un decimo di punto sopra la stima flash e dopo il 56,2 finale di novembre. Ancora più brillante la dinamica dell‘indagine composita, sintesi tra manifattura e terziaria, con un picco da febbraio 2011 a 58,1 da 58 della stima flash e dopo il 57,5 di novembre.


In questo quadro l’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,2% in area 92 punti dopo che martedì era crollato al minimo di tre mesi e mezzo a 91,751 punti.


Di riflesso l’Euro/Dollaro, reduce da una breve discesa a 1,2005 nel corso della sessione asiatici sulla scia della diffusione dei verbali Fed, si consolida in area 1,203, a poca distanza dal massimo da tre mesi e mezzo.


“È un momento in cui il mercato è molto rialzista sull‘euro”, ha commentato all’Agenzia Reuters la strategist Commerzbank Esther Reichelt, “ogni volta che il cambio accenna a retrocedere su dollaro viene subito riacquistato”.


 



Per le prospettive future sarà importante monitorare il report settimanale Commitments of Traders (COT) della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) in uscita domani alle ore 21.30 italiane e, sempre domani ma nel primo pomeriggio, gli importanti dati su occupati mensili e salari Usa di dicembre.


Per quanto riguarda le rilevazioni sui traders non commerciali (speculative), la precedente rilevazione, datata 29 dicembre ha visto le posizioni nette scendere leggermente a 92,1mila dopo che a metà dicembre era stato toccato un picco decennale a 113,9 mila contratti.