ultime_news_banche_centrali

Messina (Intesa SanPaolo): 'vera priorità investire in problemi sociali, diktat Bce su NPL un errore in tal senso'

Il governo M5S-Lega ha avuto ragione a "dare priorità alla situazione sociale in cui versa il paese". In un'intervista rilasciata al Financial Times, il numero uno di Intesa SanPaolo Carlo Messina dà...

Azionario Asia: prevale il segno meno dopo minute Fed, Powell non esclude altri rialzi tassi in 2019

Sessione prevalentemente negativa per i listini azionari asiatici, con la borsa di Shanghai che cede l'1,5% circa. Hong Kong -0,84%, Sidney -0,34%, Seoul -0,31%. Eccezione positiva è la borsa di...

notizie top forex

Forex: Euro sotto pressione, scivolone sotto 1,13$

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 14/12/2018 - 11:18

Euro sotto pressione sui mercati valutari all'indomani dell'ultima riunione del 2018 della Banca centrale europea (Bce). Il cambio euro/dollaro perde terreno questa mattina, registrando una flessione dello 0,6% a quota 1,296.


Ieri la Bce ha sancito la fine ufficiale del programma Quantitative easing (QE). Questo non significa però fine della politica monetaria accomodante, che rimarrà in essere, soprattutto alla luce del recente rallentamento dell’economia, provocato da fattori come il protezionismo, i timori sull’escalation della guerra commerciale, la volatilità dei mercati, i rischi geopolitici. Sul fronte crescita, il presidente della Bce, Mario Draghi, si è mostrato cauto, affermando che "i rischi per l’economia sono bilanciati, ma si stanno muovendo al ribasso".


Le nuove stime macro dello staff mostrano la crescita del Pil sopra il potenziale fino al 2021 (1,7% nel 2019-20 e 1,5% nel 2021) e l’inflazione in rialzo all’1,8% nel 2021. "Lo scenario macro di dicembre è, quindi, ancora coerente con un ciclo di rialzi moderati a partire da fine 2019 ma stanno aumentando i rischi verso il basso a causa dell’incertezza sullo scenario globale, la minaccia protezionistica, la vulnerabilità degli emergenti e un possibile aumento della volatilità sui mercati", rimarcano gli esperti dell'ufficio studi di Intesa Sanpaolo.


"L'euro è sotto pressione, avendo perso più del mezzo punto sul dollaro statunitense, scendendo al di sotto dei 1.130 - commenta Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades -. Questa azione sui prezzi segue i commenti del presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che ha ammesso ieri che c'è un rischio al ribasso per la moneta unica. La sua affermazione può essere descritta come sobria e certamente ha avuto un effetto di moderazione sui tori dell’euro".
Secondo l'esperto, dopo la dichiarazione di Draghi, gli occhi sono puntati sul dollaro e la direzione dei mercati valutari nei mesi a venire sarà determinata dalla politica monetaria della Fed. "Mentre è dato per scontato che un aumento dei tassi di interesse sarà annunciato nella riunione della Fomc della prossima settimana, il ritmo degli aumenti per il 2019 è ancora incerto", aggiunge Evangelista.


Stamattina sono arrivate anche le indicazioni macro sull'indice Pmi manifattura della zona euro. “Deludente fine del 2018 per l’economia dell’eurozona, con la crescita in rallentamento al livello più debole in quattro anni”, commenta Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit, dopo la pubblicazione della lettura flash Pmi del manifatturiero nella zona Euro che è sceso a dicembre a 51,4 punti a dicembre (51,8 a novembre). Si tratta del valore minimo in 34 mesi. "Se parte della contrazione riflette i disagi dell’operatività commerciale e dei trasporti derivata dalla protesta dei “gilet gialli” in Francia, è anche la conseguenza della diffusione dell’indebolimento del tasso di crescita su tutta l’area della moneta unica". A preoccupare le imprese è il clima economico e politico globale.