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Forex: dollaro al test della Fed, mercato attende i "toni" di Powell (analisti)

Inviato da Daniela La Cava il Mer, 14/03/2018 - 14:54

Settimana prossima si riunirà la Federal Reserve (Fed) che dovrebbe procedere con il primo rialzo dei tassi del 2018, la prima stretta dell'era Powell. Secondo le attese del mercato la banca centrale statunitense dovrebbe alzare di 25 punti base il costo del denaro, al termine della riunione che si terrà mercoledì prossimo.


Sul tavolo del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve, i positivi dati sul lavoro diffusi venerdì, che confermano come il mercato del lavoro sia solido, e l'inflazione. Su questo fronte, a febbraio l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,2% su base mensile, in linea con le attese, rallentando il passo rispetto al +0,5% di gennaio. La componente core, che esclude i prezzi dei beni energetici e alimentari, è salita anch'essa dello 0,2%, come previsto dagli analisti. Su base annua, l'inflazione è salita al 2,2% dal 2,1% precedente, ma la componente core è rimasta piatta all'1,8 per cento.


Ma sui mercati non ci sono solo i dati macro da valutare, ma bisogna fare i conti anche con Trump e le sue più recenti iniziative. Da ultima, la decisione di silulare il segretario di Stato Usa Rex Tillerson, nominado al suo posto Mike Pompeo, attuale direttore della Cia. Il licenziamento di Tillerson mette a rischio l'accordo nucleare tra l'Iran e la precedente amministrazione Usa di Barack Obama.


E in questo scenario come si sta muovendo il dollaro? Dopo l'avvio delle contrattazioni a Wall Street, il Dollar Index è in recupero e tenta di riagganciare la soglia di 90. Se si osserva il cambio euro/dollaro sta scivolando a quota 1,2359 (-0,26%) nel giorno in cui il presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, ha smorzato i timori su futuri eventuali aggiustamenti alla politica monetaria della banca centrale, affermando che le modifiche rimangono prevedibili e che ogni cambiamento avverrà in modo ponderato. Draghi ha inoltre dichiarato che "la politica monetaria dovrà rimanere paziente, persistente e prudente".


"Sembra proprio che il dollaro non sappia quale direzione prendere", dichiara Arnaud Masset, analista di Swissquote. "Dopo essere scivolato ieri a seguito della notizia del licenziamento del Segretario di Stato americano Rex Tillerson e della sua sostituzione con il capo della Cia Mike Pompeo - ricorda l'analista - il biglietto verde ha proseguito la sua discesa, per quanto le conseguenze economiche del ricambio alla guida dell’Amministrazione Usa siano al momento di difficile interpretazione. E infatti questa mattina il dollaro si trova nuovamente in acquisto, supportato anche dalle parole del Presidente della Bce Mario Draghi che ha affermato che la banca centrale starà ben attenta a non soffocare nella culla i primi rigurgiti di inflazione, affermando che la politica monetaria rimarrà paziente, persistente e prudente".
"Ad ogni buon conto, nonostante i picchi di volatilità, il mercato dei cambi si mantiene relativamente quieto ormai da metà gennaio, suggerendo l’idea che gli investitori stiano solo aspettando che la “nuova” Fed avvii le danze la prossima settimana, quando il nuovo Presidente Jerome Powell farà il suo debutto nella conferenza stampa che seguirà il Comitato di politica monetaria e offrirà un aggiornamento delle previsioni economiche. Sarà interessante notare se e di quanto il suo tono si distaccherà da quello del suo predecessore Janet Yellen", conclude l'esperto di Swissquote.