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Forex: cambio EUR/$ sotto 1,18, minimi da dicembre sul dollaro. Rischi al ribasso da politica italiana

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 18/05/2018 - 13:22

Giornata ancora debole per l'euro sul mercato forex. Le questioni politiche italiane stanno impattando sull'andamento delle valute unica che oggi è scivolata sotto quota 1,18, portandosi sui minimi da dicembre sul dollaro. La cronaca più recente sullo scenario politico italiano vede la pubblicazione della versione definitiva del contratto di governo messo a punto in questi giorni da Lega e Movimento 5 Stelle. Ultima versione, che non prevede norme anti-euro e la richiesta della cancellazione dei circa 250 mld di euro di BTP acquistati dalla Bce nell'ambito del QE, che sarà votata da M5S. Poco dopo le 13 il cross valuta unica/biglietto verde cede lo 0,11% e si porta a quota 1,1782.


Secondo Morgan Stanley, la debolezza dell'euro è destinata a continuare. "Le vendite sull'euro dovrebbero continuare in scia ai deboli dati economici e all'incertezza politica italiana", sottolineano gli esprti della banca americana. "L’EurUsd è rimasto in prossimità dell’area 1,18 appesantito ancora dal quadro politico italiano, anche se per il momento l’importante supporto a quota 1,1750 è riuscito ad arginare le fasi di calo", commentano invece gli strategist di Mps Capital Services.


Per Intesa Sanpaolo ulteriore ribasso a 1,17 e forse 1,15 poi rimbalzo (Italia permettendo)
"Ci aspettiamo che il dollaro possa ulteriormente rafforzarsi nelle prossime settimane sulla scia dei differenziali di tasso e del ribilanciamento di posizioni speculative lunghe sull’euro. Gli obiettivi non dovrebbero essere oltre 1,15". A dirlo Luca Mezzomo, economista di Intresa Sanpaolo, che indica tra i principali appuntamenti delle prossime settimana la riunione del Fomc del 13 giugno, che dovrebbe deliberare un rialzo dei tassi ufficiali, e dalla riunione della Bce del 14 giugno.


"Non è ancora chiaro se la Bce userà già la riunione di giugno per annunciare il futuro dell’APP, che potrebbe invece essere definito soltanto il 26 luglio. In seguito, il focus si sposterà sulla modifica della guidance relativa ai tassi, che potrebbe avvenire nel trimestre finale dell’anno. Più avanti, se la BCE confermerà la chiusura dell’APP entro fine anno e preparerà i mercati a un rialzo dei tassi per metà 2019, l’euro potrebbe tornare a salire – sostenuto anche da un avanzo commerciale ancora ampio, dall’andamento relativo dell’inflazione e dagli impatti macroeconomici dello stimolo fiscale. L’effetto negativo dei differenziali di tasso diverrà meno rilevante, mentre potrebbe tornare a pesare la questione legata agli squilibri esterni degli Stati Uniti".


C'è anche la questione Italia. Secondo Mezzomo, infatti, i rischi al ribasso derivano soprattutto dalla situazione politica tricolore. "L’insediamento di un governo euroscettico e orientato a non rispettare le regole fiscali europee potrebbe avere riflessi negativi sui premi al rischio e sul clima di fiducia dell’Eurozona, con ripercussioni anche sull’euro", rimarca l'economista. Dopo l’insediamento, nelle prossime settimane, il nuovo governo dovrà avviare l’implementazione del programma concordato, e quindi stabilire di quanto la stance fiscale sarà allentata. La situazione dovrebbe chiarirsi entro settembre (pubblicazione del DEF) o al massimo
ottobre (presentazione della proposta di legge di bilancio).