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EurUsd torna sopra 1,20 dopo le minute Bce ma nel breve difficile salire ancora

Inviato da Alessandro Piu il Gio, 11/01/2018 - 17:04

Ci sono anche le elezioni italiane e la difficile formazione del governo in Germania tra gli elementi che, secondo gli analisti, frenano la corsa dell’euro in area 1,20



La Bce prende atto del miglioramento dello scenario economico europeo e si prepara a rivedere la forward guidance, la comunicazione sulle intenzioni future riguardo i tassi di interesse. “Il linguaggio relativo ai vari aspetti della politica monetaria e alla forward guidance potrebbe essere aggiustato nei primi mesi dell’anno prossimo” si legge nelle minute redatte in occasione della riunione di politica monetaria del 13 e 14 dicembre scorso.


Il mercato valutario ha colto l’occasione per riportare l’euro, contro il dollaro, sopra gli 1,20. Proprio una settimana fa erano stati toccati i massimi da quattro mesi, a 1,2089 che il cambio potrebbe ora di nuovo raggiungere.


Potrebbe salire ben di più, sul lungo periodo, per Peter Rosenstreich e Vincent-Frederic Mivelaz di Swissquote.



In un report i due esperti affermano che “a parità di potere di acquisto, l’euro-dollaro dovrebbe posizionarsi a quota 1,33”.



Meno positivo, ma ugualmente rialzista, lo scenario proposto da Christophe Bernard, chief strategist di Vontobel:



A medio termine prevediamo che l’euro prosegua il suo movimento rialzista fino a raggiungere quota 1,25-1,30 contro il dollaro, complice l’attuale surplus delle partite correnti dell’Eurozona”.



Euro: nell’immediato prospettive meno rosee


Nonostante l’allungo della seduta odierna, per il breve-medio termine l’euro non dovrebbe salire troppo contro il biglietto verde. Anzi, secondo Bernard il livello di equilibrio si troverebbe più in basso di 1,20.



“I nostri modelli proprietari di breve periodo indicano una sopravvalutazione dell’euro contro il dollaro. A nostro parere il valore equo si situa attualmente nel range da 1,10 a 1,15”.



Tra gli elementi che potrebbero favorire un recupero del dollaro



“l’ipervenduto sul biglietto verde, le previsioni smorzate sulla crescita Usa che potrebbero lasciare spazio a sorprese positive, il fatto che i mercati non abbiano ancora scontato i tre rialzi dei tassi di interesse che la Fed potrebbe operare quest’anno e i potenziali rischi politici che potrebbero emergere dalle elezioni in Italia”.



Il bastone tra le ruote per l’euro, nel breve termine, non sono solo le elezioni italiane.



“Gli investitori stanno attendendo la formazione di un governo tedesco di coalizione” riprendono da Swissquote e aggiungono: “secondariamente, potrebbero pensare che una moneta unica più forte rischi di rallentare la crescita. In ultima istanza, prima di agire aspettano che si riunisca il prossimo Comitato di politica monetaria della Bce”.



Questi fattori potrebbero tenere legata la valuta unica, secondo Rosenstreich e Mivelaz, in area 1,20 “almeno fino alla prima metà dell’anno”.