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Eur/Usd in area 1,10 - 1,13 entro fine anno. Tutte le variabili e gli aspetti tecnici sul principale cross valutario globale

Inviato da Alessio Trappolini il Ven, 27/10/2017 - 16:00

Un testa e spalle ribassista in formazione da completare e altri due fattori macro potrebbero spingere il cambio fra moneta unica europea e biglietto verde nel trading range 1,10 – 1,13 già prima della fine dell’anno. Parola di due fra i principali forecaster di valute nel panorama italiano



La riunione Bce di ieri ed il dato sulla crescita del Pil statunitense uscito nel primo pomeriggio di oggi hanno riacceso la volatilità sul mercato Forex ed in particolare sul cambio principale, quello fra Euro e Dollaro americano.


Il Pil della prima economia del mondo ha messo in mostra una crescita del 3% annualizzato nel terzo trimestre dell’anno, ben oltre le stime degli analisti finanziari (il consensus era fermo al +2,5%). Il dato migliore delle attese ha alimentato gli acquisti sul biglietto verde e difatti pochi minuti dopo la diffusione del dato il cambio Euro/Dollaro si è spinto sotto 1,16 per la prima volta dal 20 luglio scorso.


Sulla base di questi elementi, due fra i principali forecaster sul mercato valutario si sono espressi sulle sorti che attendono il cross Eur/Usd negli ultimi due mesi dell’anno e nel 2018. Ecco le principali evidenze emerse.


 


I due eventi da monitorare


In prospettiva, l’Ufficio Studi di Mps Capital Service conferma l’ipotesi di un ritorno del cambio in area 1,15 entro la fine dell’anno, “con possibilità dio spingersi temporaneamente su livelli inferiori”, si legge nel report fatto circolare questo pomeriggio.


Sulla stessa lunghezza d’onda, anzi con un pizzico bearish in più, Vincenzo Long di IG: “alla luce dei dati statunitensi e della riunione Bce di ieri, ci aspettiamo una prosecuzione della discesa del cambio Eur/Usd almeno fino a 1,13 entro la fine di novembre” ha commentato lo strategist.


La maggior cautela espressa dall’Ufficio Studi di Mps Capital Service dipende principalmente da due fattori: l’approvazione della riforma fiscale di Trump e l’incertezza che nella prima parte del 2018 potrebbe essere collegata al periodo elettorale in Italia.


“Da questi due elementi – si legge nel report – dipende la permanenza del cambio euro/dollaro in area 1,10/1,13 nell’ambito del primo semestre 2018”.


 


Gli aspetti tecnici dell'Eur/Usd


Non vengono tralasciati neanche gli aspetti tecnici. “Movimenti al ribasso del cambio sarebbero funzionale a prese di profitto delle ingenti posizioni a favore dell’apprezzamento dell’euro”, conclude il report degli esperti, secondo i quali il chart dell’Eur/Usd ha generato anche “indicazioni tecniche di completamento dell’obiettivo di un testa e spalla ribassista”.