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Euro/yen in altalena a 127, pressioni politiche in Italia e Spagna spingono verso valute rifugio

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 28/05/2018 - 16:20

Prosegue anche in avvio di settimana la debolezza dell'euro nei confronti dello yen, con il cambio valuta unica/yen che è scivolato sotto la soglia di 127 (livelli che non vedeva dallo scorso giugno). In questo momento il cambio euro/yen cede lo 0,37% a 126,95, con un minimo intraday a 126,86. Nelle ultime settimane si è risvegliato l'intesse da parte degli investitori nei confronti dei beni rifugio, in particolare verso la valuta nipponica. Quest'ultima, secondo gli strategist di Mps Capital Services, ha beneficiato anche della possibile cancellazione del meeting tra Trump ed il Leader della Corea del Nord, Kim Jong-Un.


Per quanto riguarda la politica monetaria, la Bank of Japan (BoJ) ha indicato nell'ultima riunione di maggio di essere impegnata a mantenere in vigore una politica monetaria accomodante "potente". Allo stesso tempo, dal dibattito tra i membri della banca centrale, è emerso come l'istituto si stia preparando anche a uscire, in futuro, dalle misure straordinarie di stimoli adottate negli ultimi anni. Alcuni funzionari hanno infatti invocato di prestare attenzione ai costi che l'economia potrebbe dover sostenere a causa di una politica monetaria espansiva prolungata nel tempo. In particolare, è stato fatto riferimento al costo che le banche stanno pagando in termini di profitti a causa della politica dei tassi a zero.


Secondo l'analisi di Mps Capital Services, nel breve termine l’andamento dell’EurJpy dipenderà molto dagli sviluppi politici in area euro con la possibilità che, se le tensioni dovessero continuare, si possa vedere un ritorno del cambio verso area 125. "Anche se da tale livello potrebbe partire un tentativo di rimbalzo/stabilizzazione - sottolineano gli esperti - crediamo che entro la prima parte del 2019 potremmo assistere ad un ritorno del cambio in area 120, sulla scia dell’attesa debolezza del cambio euro/dollaro e di possibile prese di profitto da parte della componente speculativa".

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