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Euro/dollaro riaggancia quota 1,24 dopo Weidmann. Ecco i possibili fattori a sostegno della valuta unica (analisti)

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 26/03/2018 - 16:17

Sul mercato forex l'euro torna a varcare la soglia di 1,24 sul dollaro. Una valuta unica che avanza (dopo le 16.15 il cross euro/dollaro  sale a 1,2439, +0,7%) dopo le parole del numero della Bundesbank, Jens Weidmann, secondo il quale le attese di un rialzo dei tassi da parte della Bce verso la metà del 2019 "non sono completamente irrealistiche". Weidmann, indicato come possibile successore di Mario Draghi alla guida della Bce, ha sottolineando che, a suo avviso, nel 2020 l'inflazione dovrebbe attestarsi a un livello più o meno in linea con quello dell'obiettivo della Banca centrale europea


Lunedì scorso la valuta unica si era scaldata in scia alle indiscrezioni dall'agenzia Reuters, secondo cui i membri del consiglio direttivo dell'istituto di Francoforte avrebbero deciso di spostare il cuore del dibattitto dal QE al rialzo dei tassi d'interesse. In particolare, secondo quanto riferito dall'agenzia, i membri della Bce sarebbero ampiamente d’accordo con le attese di mercato che prezzano il primo rialzo dei tassi nel secondo trimestre 2019.


L'euro? Destinato a rimanere ben impostato contro principali divise
L'euro è destinato a rimanere bene impostato rispetto alle principali divise. E' di questo parere Silvia Di Silvio, fixed income e FX strategist di Amundi, secondo la quale la valuta ha ancora a suo favore un paio di fattori rilevanti che rappresentano un vantaggio. "Prima di tutto, l’attesa prosecuzione dell'attuale momentum positivo della crescita dell'Eurozona attira ancora flussi da investitori stranieri e il ciclo economico ha in realtà il potenziale per sorprendere al rialzo (come riconosciuto anche da Mario Draghi nella recente dichiarazione della Bce "forte e ampio impulso di crescita dell'economia dell'area dell'euro, che si prevede si espanderà nel breve termine ad un ritmo leggermente più veloce di quanto stimato in precedenza") - afferma la strategist -. Un secondo fattore importante è la rimozione di una politica monetaria accomodante della Bce (prevediamo che gli acquisti netti previsti dal piano finiscano entro il 2018), che causerebbe un ulteriore aumento dei rendimenti tedeschi e aumenterebbe l'attrattiva della valuta in termini di carry offerto".
Inoltre, il contesto rimane favorevole alla moneta unica in quanto essa è ancora sottovalutata in termini di cambio ponderato per l’interscambio commerciale, sebbene in misura molto minore rispetto allo scorso anno.