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Euro/dollaro oscilla in area 1,14$ aspettando le elezioni di midterm in Usa

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 06/11/2018 - 11:59

Dollaro sotto osservazione in attesa del risultato delle elezioni di midterm negli Stati Uniti. Aspettando l'esito il cambio euro/dollaro oscilla in area 1,14 e poco prima delle 12 cede un modesto 0,06%. "Il mercato valutario è calmo in questa giornata di elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, con la maggior parte degli incroci valutari con il dollaro all’interno di un raggio ristretto", commenta Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades, sottolineando come i mercati guardano da vicino ai risultati di questo voto che rappresenta un test importante per il presidente Usa, Donald Trump.


In base ai sondaggi l'appuntamento elettorale dovrebbe consegnare un Congresso diviso, con il Senato che potrebbe rimanere in maggioranza repubblicano mentre i Democratici potrebbero prendere il controllo della camera. "Tale esito dovrebbe avere un impatto temporaneamente negativo sul dollaro in quanto il mercato potrebbe iniziare a scontare una minore possibilità per Trump di proseguire con le proprie politiche", indicano gli strategist di Mps Capital Services.


E se i pronostici della vigilia non venissero confermati quale scenario potrebbe aprirsi per il biglietto verde? "Se il risultato dovesse divergere da tale aspettativa e i repubblicani riuscissero a mantenere il controllo di entrambe le camere - avverte Evangelista - Trump potrà continuare e forse addirittura estendere il suo programma protezionistico senza una camera dei deputati ostili. In tale scenario ci sarebbe una più forte probabilità di rialzo del dollaro, poiché un'escalation nelle tensioni commerciali internazionali potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo del dollaro come bene rifugio".


Secondo l'ufficio studi di Intesa Sanpaolo "la rilevanza dell’esito elettorale per la politica economica del prossimo biennio dovrebbe essere limitata. I principali temi economici del 2019, commercio estero e spesa pubblica, dovrebbero essere poco influenzati dalle elezioni di novembre. La rinegoziazione della legge di spesa richiederà in ogni caso un compromesso bipartisan". Insomma, una maggioranza alla Camera potrebbe dare ai Democratici una certa influenza sull’agenda politica, ma con scarse conseguenze legislative.