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Euro/dollaro: dopo scossoni politici, quali elementi valutare?

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 04/06/2018 - 11:43

Sul mercato forex nuovo tentativo di recupero da parte dell'euro nei confronti delle principali valute, in particolare del dollaro dopo che la passata ottava era stata mandata in archivio con un dollaro in evidenza favorito dai positivi dati sul mercato del lavoro Usa per il mese di maggio. 


Secondo i dati diffusi venerdì scorso dal Dipartimento del lavoro americano, il mese scorso sono stati creati nei settori non agricoli 223mila nuovi posti di lavoro, più del mese prima quando si era registrato un +159mila e più delle attese degli analisti che si aspettavano un dato a +189mila. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 3,9% al 3,8%, sui minimi dall’aprile 2000. Anche i salari sono saliti a un ritmo più sostenuto, mostrando una economia in vigore.


"Sono tutti elementi destinati a rafforzare le attese di rialzo dei tassi. Una mossa di +25 punti base il 13 giugno resta molto probabile, ma è anche già largamente prezzata", sottolineano gli esperti dell'ufficio studi di Intesa Sanopaolo, mettendo in evidenza per quanto riguarda l'euro ha ceduto marginalmente terreno, nonostante la schiarita sul fronte politico italiano e il contestuale nettissimo calo dei premi per il rischio sulla curva BTP, salvo riavvicinarsi a 1,17 nelle ultime ore. Dopo le 11.30, il cambio euro/dollaro avanza di oltre mezzo punto percentuale a quota 1,1728 dollari. La valuta unica sta guadagnando terreno anche nei confronti della sterlina, con il cross EUR/GBP che sale dello 0,2% a 0,8754, e dello yen (cambio EUR/JPY a 128,45, +0,58%).


Le prospettive
Se questa è l'attualità, quali sono le prospettive per il cambio euro/dollaro? Quali sono gli elementi da tenere in considerazione? "A lungo termine rimaniamo negativi sul dollaro statunitense, alla luce dell’espansione del deficit di bilancio e commerciale degli Stati Uniti e del posizionamento degli investitori istituzionali, ma nel breve periodo chiudiamo il sovrappeso sull’euro rispetto al dollaro, date le continue pressioni al rialzo sui tassi americani e l’incertezza sulla crescita e sugli sviluppi politici nell’eurozona". Così sintetizza Mark Haefele, chief investment officer Global Wealth Management, nell'ultima Ubs Investor's Guide per il mese di giugno.


Negli ultimi mesi l’aumento dei rendimenti negli Stati Uniti e l’indebolimento dei dati economici in Europa hanno giocato a favore di un apprezzamento del dollaro. Secondo Mark Haefele, la crescita esponenziale del duplice deficit americano e i livelli record delle esportazioni dell’eurozona dovrebbero favorire la moneta unica. "Ci aspettiamo che il cambio euro/dollaro ricominci a salire, come nel 2017 e all’inizio del 2018".