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Euro/dollaro ancora ostaggio della questione Italia?

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 13/11/2018 - 12:33

Sui mercati finanziari la settimana ha preso il via con una certa volatilità sul mercato forex. E se il dollaro e yen si sono apprezzati, il cambio euro/dollaro è scivolato ai minimi registrati nell'estate 2017. Dopo essere sceso sino al minimo a oltre un anno in area 1,12 dollari nella sessione di ieri, durante la notte l'euro ha recuperato terreno, grazie a trader asiatici incoraggiati da reports ottimistici sull'andamento dei negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti. In attesa di notizie dalla Manovra italiana (oggi scade il termine entro il quale il governo dovrà inviare, rivista e corretta, la legge di bilancio 2019), il cambio EUR/USD mostra un modesto rialzo dello 0,21% a 1,1242.


"Nonostante questi modesti guadagni, la moneta unica sta lottando per trovare offerte al momento, sotto pressione per le tensioni politiche tra l'Unione europea e il governo italiano - commenta Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades -. Ci potrebbe essere un ulteriore declino dell'euro se le speculazioni che indicano la decisione dell'Italia di insistere su un bilancio che supera largamente i parametri dell'Ue sul deficit si dimostrano accurate". Per l'ufficio studi di Intesa Sanpaolo, "i flussi di notizie dall’Italia da oggi in avanti avrebbe il potenziale per innescare la reazione degli operatori. Le posizioni speculative corte euro sono ai massimi da marzo 2017".


Intanto sul fronte Italia, al momento tengono banco le dichiarazioni del ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria. "Il tasso di crescita non si negozia", dichiara il ministro Tria, rispondendo alle indiscrezioni apparse sui giornali secondo cui il tasso di crescita dell’Italia sia stato o sia oggetto di dibattito politico. "Le previsioni di crescita sono infatti il risultato di valutazione squisitamente tecnica. Per questo non possono diventare oggetto di negoziato alcuno dentro o fuori dal Governo", puntualizza ancora il ministro.


Secondo Alessandro Balsotti di JC Capital, la politica (Brexit, Italia, guerra commerciale) continuerà a monopolizzare il palcoscenico, al cospetto di un’agenda macro poco incisiva. E se ieri il calendario macro, complice anche la festività del Veterans day negli Usa, non ha offerto spunti di rilievo, oggi sono finite sotto la lente degli investitori le indicazioni giunte dalla Germania. In particolare, l'indice tedesco Zew a novembre che si è attestato a -24,1 punti a novembre contro quota -24,7 punti di ottobre. Il mercato si attendeva un dato pari a -26 punti. "I dati relativi alla produzione industriale, alle vendite al dettaglio e al commercio estero in Germania puntano tutti verso un debole sviluppo dell'economia tedesca nel terzo trimestre. Ciò si riflette nel fatto che la valutazione della situazione attuale ha subito un declino", commenta Achim Wambach, presidente dell'istituto Zew, aggiungendo che "le aspettative dei partecipanti al sondaggio per i prossimi sei mesi non mostrano alcun miglioramento. Questo significa che, al momento, non si aspettano di vedere una rapida ripresa dello sviluppo attualmente debole dell'economia".