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Euro in recupero dopo Bce-day. Occhio al dollaro tra dati lavoro e prossima riunione Fed

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 08/03/2019 - 13:11

L'euro tenta il recupero, dopo lo scivolone della vigilia in scia agli annunci da parte della Banca centrale europea (Bce). Ieri, il cambio euro/dollaro è infatti sceso al livello più basso contro il dollaro Usa in quasi due anni (minimi da giugno 2017), ma questa mattina la moneta unica prova a recuperare il terreno perduto e scrollarsi di dosso la debolezza della vigilia in scia annunci più 'accomodanti' delle attese da parte di Draghi & Co: e così il cross Eur/Usd mostra un rialzo dello 0,24% a 1,1219.


Gli annunci Bce possono essere così sintetizzati: maxi prestiti alle banche, con l'annuncio del lancio del programma TLTRO III, con i tassi che resteranno su questi livelli fino almeno alla fine del 2019 ( enon più fino all'estate, come indicato in precdenza).


"Nonostante le voci che hanno preceduto la notizia, l'impatto combinato del downgrade delle previsioni di crescita, delle prospettive rivedute sui tassi d’interesse e di un nuovo round di prestiti speciali al settore bancario (i cosiddetti TLTRO), è riuscito a sorprenderne molti - Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades -. Queste misure hanno dimostrato quanto sia preoccupata la Bce per il rallentamento economico dell'area euro, che ha un effetto di contagio sui mercati in quanto gli investitori hanno perso fiducia e si sono affrettati a vendere la moneta unica".

Si guarda oggi anche alle indicazioni che arriveranno dal comparto occupazionale americano, con la pubblicazione dell'employment report di febbraio. Alle 14.30 sono attesi i dati su nuovi occupati nel settore non agricolo, il tasso di disoccupazione, ma anche l'aggiornamento sui salari orari. Secondo le attese del mercato le non farm payrolls dovrebbero attestarsi sotto quota 190mila, con il tasso atteso in calo al 3,9% dal 4% di gennaio. I salari orari dovrebbero invece registrare un aumento dello 0,3% su base mensile, "in linea - indicano da Intesa Sanpaolo - con il trend recente, dopo il rallentamento, probabilmente transitorio di gennaio (+0,1% m/m)". Secondo gli esperti della banca italiana, l'employment report di oggi potrebbe rivelarsi di qualche supporto per l’euro.


Gli strategist di Mps Capital Services buttano lo sguardo oltre, e più precisamente alla riunione della Federal Reserve (Fed) del 20 marzo. "Le notizie sul fronte dalla Bce giunte ieri hanno avuto l’effetto di deprimere la valuta unica con l’eurodollaro tornato a testare il supporto a 1,12. Sotto questo livello prossima fermata 1,11", sottolineano gli esperti ma avvertono che "il movimento di apprezzamento del biglietto verde potrebbe tuttavia essere giunto alla fase finale anche alla luce del fatto che tra pochi giorni (il 20 marzo) avremo la Fed la quale sta ragionando sulle modalità di uscita dal quantitative tightening".