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Euro piatto in attesa della Bce: perché giovedì la prudenza potrebbe essere la protagonista

Inviato da Daniela La Cava il Mer, 23/01/2019 - 16:35

Sul tavolo del consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) che si riunisce domani (primo meeting del 2019) piomberanno i deboli dati macroeconomici (tra cui quello sulla produzione industriale) che non lasciano certo presagire che ci sarà una ripresa significativa dell'attività economica. Ci sono poi, a livello internazionale, altre questioni accese, tra cui la Brexit e le trattative (tra alti e bassi) sulla questione commerciale tra Stati Uniti e Cina.


Di fronte a uno scenario che rimane incerto, gli economisti e esperti di mercato sembrano essere concordi nel dire che sul fronte della politica monetaria domani la Bce dovrebbe mostrare un atteggiamento prudente. Le decisioni ufficiali della Bce verranno annunciate come di conseueto alle 13.45, e a partire dalle 14.30 è prevista la conferenza stampa di Mario Draghi che offre sempre molti spunti. 


"Non prevediamo cambiamenti di politica monetaria fino alla fine dell'anno", afferma Gero Jung, chief economist di Mirabaud AM, in vista della riunione di domani. Secondo l'esperto il presidente Mario Draghi manterrà "un tono inequivocabilmente più accomodante, con la valutazione dei rischi da parte del Consiglio Direttivo che probabilmente includerà rischi di ribasso nello scenario di riferimento della Bce".
Anche secondo WisdomTree l'istituto di Francoforte prevarrà domani con molta probabilità un atteggiamento cauto in attesa di sviluppi, senza dare indicazioni riguardo la politica di normalizzazione, dopo la fine del piano di QE di dicembre. "Date le incertezze che ci attendono, in termini di Brexit e guerre commerciali ancora in corso - sostiene Aneeka Gupta, Associate Director of Research di WisdomTree - ci aspettiamo che la Bce rimanga in attesa e rinvii ogni decisione sull'eventuale passaggio alla politica di normalizzazione alla riunione del 7 marzo, quando sono previste le nuove proiezioni macro".


Già in passato la Bce ha modificato la propria valutazione dei rischi in riunioni che prevedevano anche le nuove proiezioni economiche. Le precedenti stime di crescita, pari all'1,7% sia per il 2019 che per il 2020, appaiono infatti ottimistiche e molto probabilmente saranno riviste al ribasso. La riunione del 7 marzo dovrebbe quindi essere di maggiore rilievo. Uno spunto a questo riguardo però potrebbe arrivare domani dalle parole del governatore Mario Draghi nel corso della conferenza stampa. "Con molta probabilità - prosegue Gupta - parlerà del rallentamento della crescita dell’Eurozona". Dall'ultima riunione del 13 dicembre infatti i dati chiave economici dell’area Euro si sono ulteriormente indeboliti – la produzione industriale ha subito una flessione dell’1,7% a novembre e l’indice Pmi composito è calato dell’1,2% arrivando al 51,1 in dicembre.


Alla vigilia del meeting della Bce, il cambio euro/dollaro è piatto: quando manca circa un'ora alla chiusura delle Borse europee il cross EUR/USD scambia in area 1,1363 (+0,06%). In attesa della BCE, l’euro sta attraversando una fase di debolezza legata ai timori di una crescita in rallentamento più del previsto nel 2019", segnalano oggi gli esperti dell'ufficio studi di Intesa Sanpaolo.