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Euro-dollaro ostaggio di lira turca e BTP. Outlook di SocGen e Ufficio Studi Intesa

Inviato da Laura Naka Antonelli il Mar, 14/08/2018 - 10:08

Euro osservato speciale, dopo i forti sell off che lo hanno fatto precipitare ai minimi in un anno nei confronti del dollaro e del franco svizzero: la moneta unica recupera quota $1,14, ma la minaccia "lira turca" è dietro l'angolo. Così come, per Société Générale, appena dietro l'angolo è anche la minaccia di un nuovo attacco contro i BTP, dunque contro l'Italia. L'euro è sceso alla vigilia fino a $1,1365, al valore più basso degli ultimi 13 mesi nei confronti del dollaro. Dall'inizio del mese di agosto, la flessione del cambio EUR-USD è pari a -2,4%.  Sempre ieri, nel bel mezzo dell'ennesimo crollo della lira turca, gli investitori hanno optato per gli asset considerati rifugio. Gli acquisti si sono riversati sullo yen e il franco svizzero, considerate le valute rifugio per eccellenza, tanto che il franco è volato al record in un anno a CHF 1,1288 sull'euro.


Il tonfo della lira turca ha avuto un effetto anche sui BTP, travolti alla vigilia da nuovi sell off: questa volta il motivo non è stato solo la paura per l'imminente legge di bilancio e dunque per le proposte di politica fiscale espansiva del governo M5S-Lega. L'avversione al rischio ha portato gli investitori a preferire i Bund, a dispetto dei titoli di altri paesi periferici dell'Eurozona.


Oggi l'euro respira, così come si riprendono i titoli di stato italiani: incide il recupero della lira turca e le rassicurazioni, da parte del governo M5S-Lega sull'intenzione di rispettare i vincoli di bilancio Ue. Rassicurazioni espresse con una nota, al termine di un nuovo vertice sulla manovra 2019 tra i vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell'economia e delle Finanze, Giovanni Tria, e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.


La lira scatta nei confronti del dollaro di oltre +5%, con il rapporto USD/TRY che scende al di sotto della soglia di 6,55; effetto positivo anche sul rand sudafricano, che sempre sul dollaro avanza di oltre +2%. Anche l'euro rialza la testa. Ma l'outlook di Société Générale è improntato alla cautela:


A prescindere dalle oscillazioni odierni, la divisione di ricerca Societe Generale Cross Asset Strategy Research ritiene che l'euro sia vulnerabile a un ulteriore sell off sulla lira turca. Tale vulnerabilità potrebbe secondo gli analisti far scendere il rapporto euro-dollaro fino a $1,10.


"Dall'inizio del mese, la lira ha perso il 28% nei confronti del dollaro. Guardando al contesto del G10, ricordiamoci che la sterlina scese nel settembre del 1992 di solo l'11%, mentre la lira precipitò del 30% nel febbraio del 2001 (con una svalutazione formale), e perse la metà del suo valore nel corso dell'anno. In quell'anno, il rand perse il 37%".


Per gli analisti di SocGen  il rischio è che la lira porti l'euro-dollaro attorno a $1,10, in un contesto tra l'altro, che è cambiato, visto che "l'inflazione degli Stati Uniti sta salendo e dunque la Fed ha più lavoro da fare (leggi alzare i tassi di interesse)". Ma "il pericolo per l'euro è rappresentato anche dai BTP. Ovviamente l'Europa è più vulnerabile agli scossoni, economici e politici, rispetto a quanto lo siano gli Usa". E all'euro manca ancora il sostegno dei rendimenti: di conseguenza "c'è spazio per la formazione di altre posizioni short". Praticamente, "niente può impedire che la fase ribassista attuale continui nel corso di questa settimana e oltre", avvertono gli analisti della banca francese.


E arriva anche il commento dell'Ufficio Studi di Intesa SanPaolo:


"L'euro ha fissato la nuova base sopra 1,1365, livello sotto il quale probabilmente sarebbe 1,1296 a fare da barriera. Nel brevissimo termine, eventuali rialzi dovrebbero essere confinati entro 1,1509-1,1530. A più lungo termine manteniamo lo scenario precedente di possibile rafforzamento dell’euro, condizionato però alla presentazione da parte del governo italiano di una legge di bilancio 2019 che dissolva i timori che ora circondano tale appuntamento".