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Euro ancora sotto pressione, pesano tensioni con Bruxelles su manovra italiana

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 19/10/2018 - 09:46

La questione italiana continua a pesare sull'euro. Soprattutto dopo che la lettera della Commissione europea che preannuncia una sonora bocciatura alla manovra del governo giallo-verde, inviata a inizio settimana a Bruxelles. Si parla di una "deviazione senza precedenti nella storia del Patto di stabilità" riferendosi ai conti pubblici italiani. Sul fronte forex, il cambio euro/dollaro si muove sotto la soglia di 1,15, mostrando ora un calo dello 0,11% a 1,441.


In una nuova seduta non particolarmente ricca di spunti macroeconomici, l'attenzione degli investitori si concentra sull'evoluzione della situazione italiana. Tornando alla missiva inviata da Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, secondo Bruxelles, si prospetta un "non rispetto particolarmente serio" degli obblighi del Patto di Stabilità e si chiede al Governo di dare una risposta ai rilievi entro lunedì 22 ottobre.
"Quello della Commissione è una sorta di secondo avvertimento dopo quello del 5 ottobre, e non ancora una bocciatura definitiva - sottolineano gli esperti di Intesa Sanapaolo -. La Commissione chiede al governo una risposta entro mezzogiorno del 22 ottobre, prima di emettere il suo parere formale sul DPB".


"Ritengo probabile che, come in passato, la pressione dei mercati ottenga qualche effetto su una Coalizione che tra l'altro sta iniziando a mostrare tensioni interne - afferma Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr - Il problema è che la distanza tra le richieste dell'Unione europea e l'attuale manovra è troppa perché il Governo possa coprirla interamente senza perdere la faccia con l'elettorato. Il che vuol dire che per arrivare ad una soluzione negoziale, anche la Commissione dovrà fare concessioni".
Secondo l'esperto uno scenario meno probabile, ma non più marginale, che stress e divisioni interne possano portare una crisi di governo. "Un'evenienza - suggerisce Sersale - che può portare al caos politico, ma eventualmente anche ad un qualche genere di interregno, che attenui in qualche modo lo scontro con l'Ue. Ritengo che in assenza di un miglioramento del quadro, la probabilità di questa soluzione non farà che salire".