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Draghi spinge l'eurodollaro ai massimi da quasi due anni

Inviato da Luca Fiore il Gio, 20/07/2017 - 17:36



Euro tonico del gran giorno della Banca Centrale Europea. Come da attese, oggi l’istituto guidato da Mario Draghi ha confermato tassi e QE rimarcando di attendersi che il costo del denaro “si mantenga su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività".

Per quanto riguarda le misure non convenzionali, l’Eurotower ha confermato che "intende condurre gli acquisti netti di attività, all’attuale ritmo mensile di 60 miliardi di euro, sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione", si legge nella nota.

Ma, nel corso della conferenza stampa che fa da corollario alle riunioni del board, Mario Draghi ha precisato che in autunno saranno discussi i prossimi passi relativi al programma di stimolo monetario. Il Consiglio Direttivo "è stato unanime nel fissare una data precisa su quando discutere i cambiamenti futuri".

“Si tratta di indicazioni che per gli investitori significano che ci stiamo per approcciare a una riduzione progressiva del pacchetto di stimoli”, ha commentato David Madden, Market Analyst di CMC Markets. “Il rally dell’euro ha spinto in territorio negativo l’azionario europeo” (-0,2% per l’Euro Stoxx 50).

Con un rialzo di oltre una figura, +1,04%, un euro è scambiato a 1,16341 dollari portando il saldo delle ultime cinque sedute al 2,08%. Poco fa il cross si è spinto fino a 1,1651, il livello maggiore da quasi due anni (24 agosto 2015).

Ora riflettori puntati sulla Federal Reserve. La Yellen, riporta una nota elaborata da Vincenzo Longo, Market Strategist di IG, dovrà fornire “un messaggio più accomodante agli investitori visto che i segnali che arrivano sia dalla sfera economica sia da quella politica stanno gettando ombre sulla sostenibilità della crescita del paese a stelle e strisce”.

A conferma di ciò, continua l’esperto, “i Fed Funds future stanno spostando lentamente le aspettative del prossimo rialzo dei tassi già a inizio 2018 e non più entro dicembre come ha sempre sostenuto la Fed”.