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Dollaro sbanda momentaneamente dopo deludenti dati lavoro Usa: Dollar Index già ripartito

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 04/05/2018 - 15:46

Solo una sbandata momentanea. Il dollaro ha già recuperato terreno dopo il temporaneo stop in scia alla pubblicazione dei deludenti dati sul mercato del lavoro. Il biglietto verde ha già ripreso la sua corsa, con il Dollar Index che sale di quasi mezzo punto percentuale a quota 92,70. In rimonta anche nei confronti dell'euro, con il cambio valuta unica/dollaro che cede lo 0,58% a 1,1919 sui minimi di giornata.


Una reazione "istantanea" con l'uscita alle 14.30 dei dati sul lavoro che hanno deluso le attese: nel mese di aprile, sono stati creati nei settori non agricoli 164 mila nuovi posti di lavoro, al di sotto del consensus che indicava +195mila. Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9% dal 4,1% (attese al 4%). Su base mensile i salari sono saliti dello 0,1% (consensus +0,2%), su base annuale sono saliti del 2,6% (aspettative +2,7%).


"Cifre abbastanza deludenti sul mondo del lavoro statunitense che confermano la debolezza già evidenziata nel mese precedente. Grazie alle revisioni la media degli ultimi tre mesi si mantiene al di sopra dei 200 mila posti di lavoro creati (+208k per la precisione)", commenta Filippo Diodovich, strategist di Ig, secondo il quale questi numeri non mettono in discussione le attese di un rialzo del costo del denaro nel meeting Fed di metà giugno. "Nonostante questo rallentamento nel mondo del lavoro americano crediamo che sia scontato che il braccio operativo del principale istituto centrale mondiale possa aumentare il costo del denaro negli Stati Uniti di 25 punti base nel prossimo meeting, portandoli dal range 1,5-1,75% all'1,75-2%".


Diodovich sottolinea, tuttavia, che i dati macro lasciano qualche perplessità sulla debolezza della crescita salariale. Gli incrementi sono troppo poco significativi e inferiori ai requisiti imposti dai banchieri centrali. Tenendo conto anche delle pressioni inflazionistiche la crescita salariale ha veramente deluso. Una debole crescita salariale, spiega l'esperto, porta ad avere dubbi sulla spesa per consumi nel 2018 e in generale sullo stato di salute dell’economia americana. Aumentano così le probabilità che entro fine anno gli ulteriori rialzi del costo del denaro possano essere solamente due (uno effettuato a giugno ed uno tra settembre-novembre).