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Dollaro forte ed economie emergenti: non a tutte crea difficoltà (analisti)

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 03/07/2018 - 16:35

Mandato in archivio il primo semestre dell'anno, è il momento ideale per fare il punto sui mercati. Con uno sguardo già rivolto ai prossimi mesi. Dalle tensioni commerciali alla crescita delle principali economie globali sono diverse le questioni sotto la lente degli operatori. E si guarda ancora alle economie dei mercati emergenti dopo le recenti difficoltà in scia all'apprezzamento del dollaro.


Su quest’ultimo fronte, nel breve termine lo scenario potrebbe rimanere ancora in chiaro scuro. Il rialzo dei tassi d'interesse negli Stati Uniti e il rafforzamento del biglietto verde mettono, infatti, in difficoltà alcune economie emergenti. A dirlo Karen Ward, chief market strategist di J.P. Morgan Asset Management, secondo la quale le nazioni più vulnerabili sono quelle che hanno saldi esterni significativi (in genere gli importatori di petrolio) e riserve valutarie relativamente limitate. "Questi Paesi, soprattutto Argentina e Turchia, sono stati costretti ad alzare i tassi d'interesse per difendere le proprie valute, scelta che probabilmente accelererà il rallentamento delle rispettive economie", spiega Ward sottolineando, tuttavia, che altri Paesi, memori dell'esperienza del 'taper tantrum' del 2013, "hanno ridotto notevolmente il livello di indebitamento esterno e accumulato riserve". E il mercato sembra in grado di fare queste distinzioni. Ad esempio, da inizio anno il Peso argentino e la Lira turca si sono deprezzati di oltre il 15%, il Ringgit malese e il Baht thailandese hanno guadagnato terreno e molte altre valute asiatiche sono rimaste sostanzialmente stabili.


Performance valute emergenti


"Sebbene quando si investe nelle economie emergenti sia sempre necessario fare i conti con una maggiore volatilità, riteniamo che la Cina costituisca una base solida per investimenti selettivi nei mercati emergenti", afferma l'esperta di J.P. Morgan AM nell'outlook di metà anno. "È probabile che il progetto Made in China 2025 vedrà la Cina continuare a evolversi verso un'economia più sofisticata - prosegue -, con redditi personali più elevati". Iniziative come ‘One Belt, One Road' faranno verosimilmente filtrare parte di questa crescita verso le economie circostanti grazie al fiorire di accordi commerciali e negli investimenti. "Nel lungo termine, siamo ancora convinti che i Mercati Emergenti, e l’Asia emergente in particolare, offrano le opportunità più interessanti", conclude Ward.