notizie top forex

Dollaro australiano in balia della guerra commerciale tra Usa e Cina

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 18/09/2018 - 15:31

Sul mercato valutario dollaro australiano sotto i riflettori di fronte all'evolversi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Ieri a mercati chiusi è arrivato l'atteso annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che imporrà ulteriori dazi doganali sui prodotti importati dalla Cina, per un valore complessivo di 200 miliardi di dollari. Guardando al movimento odierno, poco dopo le 14.30 il cambio euro/dollaro australiano si mostra in leggero calo dello 0,05% a quota 1,6253, dopo avere aggiornato settimana scorsa i nuovi massimi ad oltre otto anni in prossimità di quota 1,64.


Gli esperti di Mps Capital Services nella "Weekly Forex" si sono soffermati proprio sulla valuta australiana, i cui movimenti sono influenzati proprio dalle vicende legate alle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. La questione è semplice: l'Australia, avendo come primo partner commerciale il colosso asiatico, ed essendo i metalli industriali un elemento chiave nell’export del paese, non può che essere sensibile a tutto quello che riguarda il tema dazi
"In effetti, la tipica correlazione Aud/metalli industriali è continuata anche nel 2018 - spiegano da Mps Capital Services - non è un caso che il dollaro australiano sia una delle peggiori valute da inizio anno visto la performance estremamente negativa dei metalli industriali (-16% da inizio anno), il peggiore comparto in quanto sensibile all’evoluzione commerciale Stati Uniti/Cina".


Per quanto riguarda la politica monetaria, nella riunione di inizio settembre la Reserve Bank of Australia ha confermato i tassi all'1,50%, facendo notare che la crescita dei salari rimane tuttora bassa e che i mercati immobiliari sono rallentati a Sidney e Melbourne. La crescita del Pil australiano è attesa comunque in media al di sopra del 3% nel 2018 e 2019. Sul fronte della crescita economica, gli ultimi dati relativi all'andamento nel secondo trimestre dell'anno vedono il Pil australiano salire dello 0,9% rispetto ai tre mesi prima, contro un +0,7% atteso dagli analisti. Nel primo trimestre la crescita era stata dell'1,1% (dato rivisto al rialzo dal precedente +1%). Su base annua il Pil ha segnato un +3,4% contro un +2,9% previsto dal mercato.


Per gli esperti di Mps Capital Services, nel breve il principale driver del dollaro australiano saranno i metalli industriali. Il governatore della banca centrale del Paese ha ribadito che i tassi rimarranno fermi “ancora per un pò", pertanto l’attenzione sarà sull’evoluzione delle trattative commerciali. "Qualora ulteriori dazi diventassero ufficiali, è possibile che l’Aud continui a deprezzarsi in linea con il conseguente ribasso degli industriali - indicano gli esperti -. Successivamente, un nuovo equilibrio commerciale, e un ammorbidimento della posizione di Trump, dovrebbe riportare il cambio EurAud anche sotto i livelli attuali".