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Dollaro al palo, è la Cina a offrire gli spunti principali dopo il Pil. Attenzione a trattative commerciali

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 21/01/2019 - 12:17

Il dollaro resta nei radar degli investitori dopo i deludenti dati arrivati dalla Cina, ma anche in attesa di sviluppi sul fronte commerciale e sul tema Brexit. Questa mattina l'attenzione è rivolta alle cifre giunte sulla crescita economica dell'ex celeste impero: nel 2018 il Pil della Cina è salito al ritmo del 6,6%, in linea con le previsioni del consensus. Si tratta comunque del tasso di crescita più basso dal 1990, in rallentamento rispetto al 2017, quando l'economia è avanzata del 6,8%. Nel quarto trimestre del 2018, il Pil cinese è salito del 6,4%, in linea anche in questo caso con le stime.


Nessun particolare scossone per il Dollar index, l'indice che misura la sua forza contro un gruppo di sei valute principali, che questa mattina si muove poco sopra quota 96. "In questo momento il dollaro statunitense sta beneficiando del suo ruolo di valuta rifugio", ha detto Esther Maria Reichelt, strategist per il mercato forex di Commerzbank, sentita dall'agenzia Reuters. Per quanto riguarda il cambio euro/dollaro (cross che viaggia questa mattina in area 1,1374, +0,11%) gli esperti dell'ufficio studi di Intesa Sanpaolo " continua a trovare buon supporto poco sotto 1,1400 con rischi di ulteriore calo che potrebbero materializzarsi principalmente nel caso la Bce declassasse le prospettive di crescita per il 2019".


Intanto i mercati rimangono sempre vigili e non perdono di vista uno dei temi principali di questo 2019: ossia le trattative commerciali tra Usa e Cina. E in tale direzione si guarda (al bicchiere mezzo pieno) dopo le recenti dichiarazioni del presidente americano Donald Trump che, nella giornata di sabato, ha parlato di progressi nelle trattative commerciali con la Cina, negando tuttavia i rumor sull'eliminazione di alcuni dazi. "Negli ultimi giorni il catalizzatore che ha permesso nuovi progressi nell’ottimismo del mercato è stato rappresentato dal percepito miglioramento del ‘clima negoziale’ tra Cina e Stati Uniti, alimentato da un flusso abbastanza costante di headlines in questo senso", sottolinea Alessandro Balsotti, strategist di Jci Capital, aggiungendo che "in questa fase la capacità che gli investitori hanno di vedere il bicchiere mezzo pieno ci viene ricordata dal modo in cui una notizia considerata positiva non fatica ad alimentare gli acquisti mentre indizi di segno contrario stentano ad innescare flussi in vendita".
Balsotti indica inoltre un tema destinato a tener viva l’attenzione di analisti e investitori nei prossimi mesi: l’inchiesta-Mueller sull’eventuale collusione del Presidente con le interferenze russe nella politica americana. Ricordiamo che oggi negli Stati Uniti i mercati saranno chiusi oggi per la festività del Martin Luther King Day.