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Commodity currencies guardano a Pechino, l'euro aspetta la Bce

Inviato da Titta Ferraro il Mar, 01/03/2016 - 12:02


L'attivismo di Pechino a sostegno della debole congiuntura sostiene le quotazioni delle materie prime e di riflesso le valute maggiormente sensibili alla domanda proveniente dalla Cina. Il dollaro australiano e quello neozelandese, le commodity currency di due dei paesi maggiormente legati al commercio con la Cina, si son mosse ieri in buon rialzo con il sentiment sulle commodity che è stato rafforzato dalla mossa della People's Bank of China (PBoC) di tagliare il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche. 

Oggi intanto sono arrivate nuove deboli indicazioni da Pechino con il Pmi manifatturiero cinese che a febbraio segna contrazione per il settimo mese consecutivo. 




Intanto oggi la Reserve Bank of Australia (Rba) ha lasciato invariati i tassi di riferimento al 2%, in linea con le attese degli analisti. Nello statement di accompagnamento della decisione, il governatore Glenn Stevens ha ripetuto che guarda il mercato del lavoro domestico a alle ricadute delle turbolenze dei mercati. L'inflazione è attesa rimanere bassa nel corso dei prossimi 1-2 anni. 

"Il comunicato ha rispettato ampiamente le attese - rimarca Arnaud Masset, Market Strategist di Swissquote Europe - viene considerato addirittura relativamente aggressivo, specialmente se si considerano le prospettive stabili d'inflazione. L'AUD/USD sta per testare il forte livello di resistenza a 0,7250 (la coppia ha già fallito due volte il test al rialzo). Tuttavia, l'andamento del prezzo suggerisce che la coppia sta perdendo slancio, perché gli operatori iniziano a scontare di nuovo un potenziale rialzo del tasso della Federal Reserve". 




Euro guarda sempre a meeting Bce del 10 marzo 

Tra le big del forex oggi si muove poco l'euro dopo la discesa della viglia in scia al ritorno in deflazione dell'eurozona. Il cross tra euro e dollaro Usa si muove sulla parità in area 1,0877. Ieri il cross tra le due valute regine del forex era sceso sotto quota 1,09 dopo l'uscita dei dati sotto le attese dell'inflazione europea che ha segnato un -0,2% a/a a febbraio alimentando le attese per nuove misure di allentamento quantitativo da parte della Bce nel meeting del prossimo 10 marzo. "La generale debolezza dei dati dell'area supporta aspettative di nuovo stimolo monetario alla riunione BCE della prossima settimana", rimarcano oggi gli esperti di Intesa Sanpaolo. 

"Crediamo che Draghi dovrà accuratamente cercare nel proprio arsenale di strumenti delle misure efficaci per alzare le aspettative di medio termine sull'inflazione (obiettivo 2%)", sottolinea Filippo Diodovich, market strategist di IG che vede la possibilità di qualche sorpresa con non solamente un ulteriore taglio dei tassi, ma anche in materia di QE "un forte ampliamento della tipologia di titoli acquistabili dall'istituto di Francoforte e dell'ammontare del piano".