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Sudafrica: per S&P è Junk, Moody's rimanda a febbraio la decisione. Ecco le ricadute sul Rand

Inviato da Alessio Trappolini il Lun, 27/11/2017 - 14:32

Sudafrica nell’occhio del ciclone in quest’ultimo periodo. Il Paese è stato messo sotto stretta osservazione da parte delle Agenzie di rating internazionali dopo un netto calo della leadership dell’attuale Governo targato Jacob Zuma.


Nel dettaglio, venerdì sera è arrivato il relativamente atteso downgrade di S&P (da BBB- a BB+, livello junk cioè spazzatura) per il Sudafrica che ha perso così lo status di investment grade. Anche Moody’s ha avvertito su un possibile downgrade futuro dopo che giovedì scorso anche l'agenzia di Fitch ha confermato il proprio rating a BB +, già nella cosiddetta categoria "speculativa".


Era anche considerato probabile che Moody’s potesse essere molto critica verbalmente ma non immediatamente determinata a schiacciare un pulsante davvero pericoloso.


“Moody’s ha rinviato il giudizio sul Sudafrica al budget previsto a febbraio”, ha sottolineato Alessandro Balsotti, head of Asset management di JCI Capital Limited,” e, pur senza dichiararlo esplicitamente, all’imminente evoluzione politica che attende il Paese a dicembre”.


Il mese prossimo, infatti, si svolgerà l’assemblea ANC che secondo Balsotti è “destinata a portare la resa dei conti tra Zuma e i riformisti del partito”.


 


Le difficoltà del Sudafrica


Crescita economica lenta, deterioramento delle finanze pubbliche causato da un crescente deficit pubblico e disoccupazione di massa che ha raggiunto livelli insostenibili (27,7%). Queste le principali motivazioni addotte dalle Agenzie che hanno promosso il downgrade.


Gli impatti di mercato di un downgrade immediato (che avrebbe potuto, per gli ottimisti, anche non arrivare) e di un altro con discreta probabilità in arrivo tra tre mesi, riguardano sia la visibilità estera del Paese che la moneta sudafricana.


Così Balsotti: “L’eventuale downgrade di Moody’s, affiancato a quello di S&P, avrebbe causato l’immediato obbligo di uscita del debito sudafricano dal benchmark più seguito (il World Government Bond Index di Citibank), essendo il giudizio di Fitch già sotto l’investment grade da qualche tempo”.



In questo quadro il Rand sudafricano si è indebolito di circa l’1,5% nella notte, cedendo due figure contro euro e dollaro statunitense. Al momento il tasso di cambio fra Euro e Zar veleggia in area 16,42 mentre quello con la controparte statunitense è sceso sotto quota 14 in direzione dell’importante supporto statico posizionato a 13,70.


 


Analisi tecnica Eur/Zar



Attualmente il tasso di cambio fra Euro e Rand sudafricano (Eur/Zar) è inserito in una solida tendenza rialzista, sostenuta dal supporto dinamico disegnato con i minimi del 27 marzo e 7 settembre 2017. Dal punto di vista tecnico il movimento odierno risente della prossimità con la coriacea barriera statica e psicologica di area 17.


La prosecuzione del movimento ribassista abbozzato oggi potrebbe far approdare le quotazioni sull’attuale supporto statico a controllo della fase attuale, stimato in area 16,28 – 16,30. Il cedimento di questo livello potrebbe far accelerare la correzione, con primo step individuato a 16 rand. Solo un deciso rimbalzo oltre quota 16,50 potrebbe rincanalare l’incrocio valutario verso la tendenza primaria.