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Oil currency in ritardo sul rally del petrolio

Inviato da Alessandro Piu il Mer, 15/11/2017 - 09:56

Il rally del petrolio, partito dia minimi del 21 giugno sia per il Brent che per il Wti, è stato seguito solo in parte dalle valute collegate. Potrebbero ora colmare il divario?


Negli ultimi mesi, dai minimi segnati il 21 giugno, i prezzi del petrolio sono stati protagonisti di un rally. Il Wti ha guadagnato il 37% mentre il Brent è salito del 45%. Le valute dei Paesi che hanno nel petrolio una delle risorse più importanti non hanno però beneficiato, nella maggior parte dei casi, di questo andamento.



“Da settembre in poi – evidenzia un report del team Global fixed income, currency and commodities di J.P. Morgan AM – queste divise hanno accusato un arretramento mentre le quotazioni del greggio hanno continuato ad avanzare”.



Un esempio è dato dalla corona norvegese, svalutatasi del 4,5% circa contro l’euro da fine agosto mentre il Brent saliva di 16 punti percentuali.  



“Un disallineamento di questa entità è insolito anche se il petrolio non è, chiaramente, l’unico fattore determinante della performance di queste monete. Nel caso della corona norvegese, il deludente andamento rispetto ai prezzi del greggio potrebbe essere dovuto ai dati economici negativi, mentre per altre valute i fattori determinanti sono la politica monetaria e i differenziali dei tassi d’interesse. Ad esempio, sulla performance del dollaro canadese hanno pesato il tono accomodante delle dichiarazioni della Banca centrale e il recente deterioramento dei dati macro”.



Il dollaro canadese si è svalutato da inizio settembre alla seduta del 14 novembre del 2 per cento contro il dollaro Usa.


Per il rublo russo, che nei confronti del dollaro Usa ha perso quasi il 3,5% nello stesso periodo “l’affollamento delle posizioni in questa valuta, unito alle più generali pressioni sulle valute dei Mercati emergenti, sembrerebbe la spiegazione più probabile della discrepanza”.


Un divario da colmare



Il rapporto storico tra le valute dei Paesi esportatori e i prezzi del petrolio indica che alcune di queste divise potrebbero riuscire a colmare il divario creatosi – riprende il report di J.P. Morgan AM - in particolare se le quotazioni del petrolio continuassero la parabola ascendente. Nei prossimi mesi ci attendiamo un miglioramento delle dinamiche macroeconomiche per le valute legate al petrolio sulla scia dei recenti progressi delle quotazioni. Tuttavia, gli investitori dovrebbero tenere presente che le valute petrolifere non sono tutte uguali. Per questo motivo è importante operare un’attenta selezione, privilegiando le valute con un profilo di rischio/rendimento allettante. Le nostre preferenze si concentrano, ad esempio, sulla corona norvegese, in virtù della divergenza della politica monetaria, e sul rublo russo, vista la credibilità della Banca centrale e il calo dell’inflazione”.



Quotazoni del petrolio vulnerabili



Se le economie dei Paesi legati al petrolio dovrebbero migliorare nei prossimi mesi, beneficiando del rally del petrolio, il report degli analisti di J.P. Morgan segnala che “le quotazioni del petrolio potrebbero essere particolarmente vulnerabili al momento e la massiccia esposizione degli operatori nei mercati del Brent e del Wti è indicativa di un’assenza di prospettive in mancanza di un nuovo catalizzatore”.