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Dollaro in cerca di certezze tra futuro Fed e test payrolls

Inviato da Titta Ferraro il Mar, 31/10/2017 - 12:33

E' attesa per giovedì 2 novembre la scelta del prossimo presidente della Federal Reserve con Trump che intende ultimare la pratica prima di partire per il lungo viaggio nel Sud-est asiatico.


Le ultime indiscrezioni vedono Jerome H. Powell favorito nella volata finale con lo sfidante John Taylor e il dollaro da ieri ha iniziato un parziale ritracciamento nella convinzione che l'arrivo di Powell garantirà un nuovo quadriennio di Fed accomodante, in continuità con l'operato di questi anni di Janet Yellen. 


Taylor invece è visto come un candidato decisamente più "hawkish" (falco) che porterebbe probabilmente avanti un percorso più serrato di stretta sui tassi.


Dopo lo scatto sul finale della scorsa ottava, dettato dalle voci di un Taylor favorito, ieri e oggi il biglietto verde è arretrato in concomitanza con il rafforzarsi della posizione di Powell. "Significativi per il biglietto verde saranno tuttavia anche gli importanti dati in uscita nei prossimi giorni e l’esito del FOMC di domani sera", rimarca Intesa Sanpaolo nella Forex Flash. La riunione Fed si preannuncia interlocutoria con il prossimo rialzo dei tassi atteso per dicembre. Più importanti i riscontri in arrivo dall’employment report di venerdì, che dovrebbe mostrare un rimbalzo dell’occupazione dopo la pessima performance del mese scorso (causa uragani). "La Fed confermerà il buono stato di salute della crescita e del mercato del lavoro - rimarca Intesa Sanpaolo - nonché la prospettiva di un prossimo rialzo dei tassi a dicembre, pur ripetendo che rimane incertezza sulla dinamica dell’inflazione. Il dollaro dovrebbe quindi complessivamente consolidare".


James Smith, economista di Ing, ritiene che dalle payrolls di ottobre, in arrivo a fine ottava, emergerà che la crescita salariale potrebbe non centrare le stime, sebbene gli uragani renderanno il report complessivo molto difficile da leggere. L'esperto Ing ritiene comunque che difficilmente i dati in arrivo dissuaderanno la Fed dall'agire nel meeting di dicembre. "I dati di questa settimana saranno comunque oscurati dalla attesa per decisione del futuro presidente della Fed e dai rumor che continuano a circolare circa il piano fiscale di Trump", conclude Smith.